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venerdì 10 dicembre 2010

Bonus Bebè: riaperti i termini. Domande entro il 31 dicembre 2010

Buone notizie per i genitori che hanno avuto una nascita nel 2009 e non hanno potuto accedere al Fondo di credito per i nuovi nati a causa della scadenza dei termini prevista precedentemente al 30 settembre 2010.
Il Dipartimento per le politiche della famiglia, in collaborazione con l’ABI, ha infatti deciso di riaprire i termini per presentare domanda per il prestito fino all’ammontare di 5000 euro rimborsabili in 5 anni ad un tasso particolarmente vantaggioso. La nuova scadenza è prevista al 31 dicembre 2010.
Possono chiedere un prestito i genitori dei bambini nati o adottati negli anni 2009, 2010 e 2011, senza limitazioni di reddito, attraverso il rilascio di garanzie alle banche e agli intermediari finanziari (Decreto legge n. 185/2008 - art. 4, comma 1 e 1bis).
In caso di esercizio della potestà su più di un minore può essere richiesto più di un finanziamento, mentre è ammesso un solo finanziamento per ogni bambino nato o adottato, anche in caso di potestà o affido condiviso.
Le banche e gli intermediari finanziari che aderiscono all'iniziativa si sono impegnati ad applicare ai finanziamenti garantiti dal Fondo un tasso annuo effettivo globale (TAEG) fisso, non superiore al 50% del tasso effettivo globale medio (TEGM) sui prestiti personali, in vigore al momento in cui il prestito è concesso.
Resta comunque facoltà degli istituti di credito l'erogazione del prestito, in quanto la presenza della garanzia del Fondo, permette un tasso agevolato ma non esonera le famiglie dall'obbligo di restituzione alle scadenze pattuite.
La domanda può essere presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo alla nascita o all'adozione (per quelli nati nel 2009 la richiesta può essere inviata entro il mese di dicembre 2010).
Per le adozioni nazionali si fa riferimento alla sentenza di affidamento preadottivo o di adozione definitiva. Per le adozioni internazionali si fa riferimento al provvedimento di autorizzazione all'ingresso e alla residenza permanente del minore rilasciato dalla Commissione per le adozioni internazionali, sia per le adozioni pronunciate all'estero che per quelle pronunciate in Italia a conclusione del periodo di affidamento preadottivo.
Per le famiglie dei bambini nati o adottati nell'anno 2009 che siano portatori di malattie rare (individuate dall'elenco di cui all'articolo 5, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 29 aprile 1998, n. 124) è previsto, in aggiunta, un contributo che riduce ulteriormente il tasso di interesse (TAEG) allo 0,5%.
In questo caso la domanda può essere presentata entro e non oltre il 31 dicembre 2011 e può essere contestuale rispetto alla richiesta del finanziamento ammissibile alla garanzia del Fondo, oppure successiva, entro il limite di tempo suddetto.
II finanziamento concesso, nella misura massima di 5.000 euro, può essere utilizzato per qualunque tipo di spesa e deve essere restituito in un periodo massimo di cinque anni.
La domanda può essere presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo a quello di nascita o di adozione, compilando direttamente presso le banche l'apposito modulo, nel quale viene autocertificato il possesso dei requisiti richiesti e dichiarando:
- le proprie generalità e quelle del minore nato a adottato (specificando in tal caso gli estremi del provvedimento): Nome e Cognome, Luogo e Data di nascita, Codice fiscale
- l'esercizio della potestà genitoriale sul minore, specificando se si esercita tale potestà da solo a insieme ad altro soggetti in caso di esercizio della potestà condiviso, generalità dell'altro soggetto e dichiarazione che è richiesto un solo prestito per ogni minore.
Nel caso di bambini affetti da malattia rara, dovrà essere prodotto anche il certificato di una struttura sanitaria pubblica attestante la patologia sofferta. È possibile estinguere il debito in un'unica soluzione o con rate da concordarsi al momento della sottoscrizione del contratto di finanziamento.
L'arco temporale di restituzione del finanziamento deve essere concordato con la Banca/Intermediario finanziario. In caso di insolvenza, si è soggetti alle ordinarie procedure esecutive per il recupero del credito.
Nel caso in cui risulti che la concessione delle agevolazione e stata determinata da dichiarazioni mendaci o false attestazioni, si provvede alla revoca del finanziamento.
(Fonte Finanza Utile)

Adozioni internazionali Rimborsi più adeguati

Per le adozioni internazionali, sullo sfondo del crollo spaventoso di richieste del 2010, arrivano in chiusura d’anno buone e – ancora, purtroppo – cattive notizie. Le buone riguardano i rimborsi per le famiglie che nel corso del 2009 hanno deciso di accogliere un bambino dall’estero.
Oltre al rimborso forfettario di 1.200 euro (erogato a partire dal 2007) queste ultime saranno, secondo quanto evidenziato da Giovanardi, avvantaggiate: in data 30 novembre, con pubblicazione in Gazzetta proprio oggi, un decreto della presidenza del Consiglio dei ministri ha infatti stabilito che per le coppie con un reddito annuo fino a 35mila euro siano rimborsabili fino al 50% delle spese sostenute, mentre per quelle con un reddito superiore a tale soglia (ma inferiore a 70mila euro) fino al 30%. Cifre che sostituiscono, dunque, quelle stabilite dal Fondo per le adozioni internazionali a partire dal 2005, che prevedevano il rimborso di un massimo di 6 o 4mila euro a seconda delle fasce di reddito. E che ci si auspica, ora, valgano anche per le coppie che hanno portato a termine un’adozione nel 2010: non 4mila (cifra che si riferisce al 2009, per l’appunto) ma, fino ai dati disponibili dello scorso agosto, solo 2.564, cioè ben il 30% in meno.
Altra buona notizia, quella relativa al Fondo di credito per i nuovi nati, che – lo ricordiamo – riguarda anche tutti i bambini adottati e che negli ultimi due anni è stato alimentato con 25 milioni di euro annui per garantire le banche per l’eventuale insolvenza dei prestiti che saranno concessi ai nuclei con bebè (l’interesse, che potrà poi essere migliorato dai singoli istituti aderenti, è fissato al 50% del tasso effettivo medio e prevede un massimo di 5mila euro per finanziamento). Ebbene, lo scorso 2 dicembre sono stati riaperti i termini per i nati nel 2009, fissata precedentemente al 30 settembre 2010, e i genitori che hanno avuto una nascita nel 2009 potranno presentare la domanda di accesso al prestito entro il 31 dicembre.
Sul tavolo, però, rimangono ancora dei nodi. Primo fra tutti, quel dato sul calo spaventoso delle adozioni di bimbi dall’estero nel 2010, che trova senz’altro origine nella drammatica congiuntura economica (la crisi scoraggia, anche psicologicamente, gli aspiranti genitori adottivi), ma anche nell’aumento dei costi: le adozioni internazionali sono sempre più “care”, le famiglie spendono circa 20mila euro tra viaggi e spese di mediazione. E non è un caso se, nello stesso decreto citato dal sottosegretario Giovanardi, si ravvisa proprio come sia «opportuno – recita il testo – modificare i criteri per l’erogazione dei rimborsi applicati negli anni precedenti in considerazione dell’intervenuta costante lievitazione dei costi di viaggio e soggiorno all’estero».
E poi, certo, rimane aperta la questione dei fondi. Che, sebbene in parte legati al budget della presidenza del Consiglio (non “toccato” dalla Legge di stabilità approvata martedì sera in Senato), per quella più consistente fanno capo a quel Fondo per le politiche della famiglia che invece, dalla Finanziaria, è risultato fortemente penalizzato. Il fondo, che finanzia tutti i progetti per la famiglia, ha infatti assistito a un taglio drastico: se nel 2008 aveva contato su 346,5 milioni di euro, nel 2009 ha dovuto fare i conti con la metà di quei soldi (186,6 milioni di euro), nel 2010 con 185 milioni e – questo l’allarme – sia nel 2011 che nel 2012 dovrà farli con appena 52,5 milioni di euro. Un ridimensionamento contestato negli ultimi mesi, e anche nel corso della Conferenza della famiglia di Milano un mese fa, dal Forum delle associazioni familiari.
Viene da chiedersi come, con queste cifre, potranno essere mantenuti i 25 milioni stanziati al sostegno delle adozioni internazionali e gli altrettanti 25 milioni stanziati per il Fondo nuovi nati di cui sopra, visto che le voci – due di almeno un’altra quindicina su cui spalmare il budget – da sole lo esaurirebbero quasi totalmente.
(Fonte Avvenire)

martedì 7 dicembre 2010

Via al rimborso spese sostenute per adozioni concluse nell’anno 2009

In data 3 dicembre 2010 è stato registrato il D.P.C.M. contenente le modalità di presentazione delle domande di rimborso delle spese sostenute per adozione internazionale, con riferimento alle adozioni internazionali di minori stranieri, il cui ingresso e la residenza permanente in Italia siano stati autorizzati nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 dicembre 2009.
Il Decreto ed i relativi allegati saranno pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana in data 9 dicembre.
I coniugi che hanno concluso l’adozione nell’anno 2009 possono pertanto presentare le domande di rimborso utilizzando gli appositi modelli. Le domande di rimborso devono essere presentate entro il 31 gennaio 2011 e saranno istruite in base all’elenco cronologico di presentazione.
I modelli possono essere scaricati selezionando: Decreto e Allegati

giovedì 25 novembre 2010

Stralciato l’art.5 del PDL sulla montagna che minacciava le risorse del Volontariato

Oggi la V Commissione Bilancio della Camera ha stralciato il comma 1 dell’art 5 del Progetto di legge C 41 sui territori di montagna.
Si tratta di un successo per tutto il mondo del volontariato e del terzo settore, che, oltre alla preoccupazione per la riduzione dei fondi destinati al 5 per mille, ha protestato con forza nei giorni scorsi per un progetto di legge che intendeva modificare la Legge quadro del Volontariato (n. 266/91), utilizzando suoi strumenti e risorse per sostenere i territori di montagna, senza alcuna consultazione.
Il Forum del Terzo Settore, la Consulta Nazionale del Volontariato presso il Forum, la ConVol - Conferenza Permanente Presidenti Associazioni e Federazioni Nazionali di Volontariato e CSVnet, il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per ilVolontariato (CSV) - ossia l’intero panorama delle organizzazioni che in Italia rappresentano il mondo del volontariato e del privato sociale, esprimono gratitudine a tutti coloro che, in questi giorni, si sono adoperati per raggiungere questo importante risultato.
“Un ringraziamento va ai Parlamentari per l'attenzione e la sensibilità espressa nel riconoscere la necessità di non apportare queste modifiche alla legge 266/91 sul volontariato” – affermano i presidenti. “Auspichiamo che questo risultato positivo getti le basi per proseguire un dialogo proficuo con il Parlamento e che questo primo segnale di concertazione comune porti al reintegro dei fondi per il 5 per mille e per le politiche sociali.”
(Fonte Volontariamo)

giovedì 18 novembre 2010

Tagli al sociale, le onlus: "Non toccate il 5 per mille"

“Eliminare il tetto di 100 milioni di euro da destinare al 5 per mille per l’anno 2011, ripristinando quanto meno l'importo dei fondi previsti nell'anno 2010”. E’ l’appello lanciato dalle associazioni no profit al governo, preoccupate perché “la legge per la stabilità, di prossima discussione e approvazione in Parlamento, limiterebbe a 100 milioni di euro i fondi da destinare al 5 per mille per l'anno 2011”. Se la legge venisse approvata – spiegano le associazioni nella lettera inviata ai presidenti di Camera e Senato – “non sarebbe rispettata la volontà dei cittadini che liberamente decideranno di versare alle associazioni destinatarie la loro quota del 5 per mille con la prossima dichiarazione dei redditi: solo 100 milioni, rispetto all'intero ammontare del 5 per mille, verrebbero infatti distribuiti alle associazioni, mentre il resto verrebbe trattenuto dallo Stato”.
Se il tetto di 100 milioni venisse confermato, precisano le associazioni, ci sarebbe una “riduzione del 75% rispetto all'importo destinato nell'anno precedente (peraltro già oggetto di una limitazione rispetto al totale dei fondi raccolti). Tale ulteriore taglio si aggiungerebbe a quelli effettuati al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che si occupano di aiuti ai paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria”. Secondo le associazioni del no profit, “questi tagli si ripercuoterebbero significativamente sull'operatività delle organizzazioni del terzo settore, che hanno dimostrato, negli ultimi anni in modo ancora più evidente, una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all'estero e dunque motivo di orgoglio per il nostro Paese”.
Tantissime le associazioni firmatarie dell’appello: da Emergency a Libera, dal Gruppo Abele a Terre des Hommes, da Amref a Save the Children, dal Cnv al Wwf, da Amnesty a Msf. Tra le varie associazioni, anche le Misericordie. “Dopo i tagli ingiustificati che ogni anno i governi hanno attuato alle risorse destinate al servizio civile - commenta il presidente Confederazione Misericordie d'Italia - si colpisce ancora una volta la grande risorsa del volontariato italiano, riducendo in maniera significativa quel sostegno che arrivava da una libera scelta dei cittadini italiani, con la destinazione del 5 per mille. In un momento di grave crisi economica come l'attuale, le organizzazioni del volontariato devono essere considerate, dal governo e dalle istituzioni, preziose opportunità, che concorrono al mantenimento di livelli accettabili di ‘stato sociale’ e di qualità della vita, a cui i cittadini hanno diritto”.
(Fonte Affari Italiani)

mercoledì 17 novembre 2010

Detrazione 55% spalmata su 10 anni

Viene formalizzato oggi pomeriggio l'emendamento del Governo alla Legge di Stabilità per la proroga nel 2011 della detrazione fiscale del 55%, spalmata su 10 anni anziché su cinque come previsto attualmente. Lo ha reso noto il vice ministro all'economia, Giuseppe Vegas (foto), precisando che l'emendamento (che avrà ricadute su una tabella) viene presentato oggi alle ore 15 al Comitato dei nove e alle 16 in Aula alla Camera, quando riprenderà la seduta.
Vegas ha spiegato che la proroga costerà circa 300 milioni dal 2012, primo anno in cui si potrà beneficiare della detrazione, mentre nel 2011 la misura produrrà un maggior gettito Iva di 124 milioni. Questa somma, ha detto il vice ministro, sarà destinata all'autotrasporto.
Piano B dal MSE
“Si prenderanno in considerazione gli eventuali elementi migliorativi contenuti nella proposta del Ministero dello Sviluppo economico sulle ristrutturazioni edilizie eco-compatibili”, ha dichiarato Marco Milanese, relatore del disegno di legge di stabilità, “anche se, tecnicamente, essendo una proroga – ha aggiunto - si dovrebbero riprendere gli elementi della misura già in vigore. In ogni caso al ministero dell'Economia spettano le valutazioni di ordine finanziario, sulle coperture e sui saldi”.
Petizione di Uncsaal
Ricordiamo che il ministero dello Sviluppo economico, nel caso in cui non venisse prorogato lo sconto del 55% alla Camera, ha preparato un Piano B che prevede limiti di spesa e un abbassamento dell'aliquota al 41% per gli infissi. Un'ipotesi, questa, che non piace al settore dei serramenti. Uncsaal (Associazione confindustriale delle imprese italiane che operano nel comparto dell’involucro edilizio), ha infatti lanciato insieme a FederlegnoArredo una petizione indirizzata al presidente del Consiglio, ai ministri, sottosegretari e commissioni competenti in cui si chiede la riconferma del 55% oltre il 2010 con le attuali modalità di fruizione, senza alcuna rimodulazione delle aliquote e senza la penalizzazione di alcuni prodotti rispetto ad altri. Finora la petizione ha già raccolto 1.000 adesioni fra costruttori di serramenti, istituzioni, progettisti e cittadini italiani.
(Fonte CasaClima)

sabato 13 novembre 2010

Volontariato. Regolamento per la concessione di contributi in materia di attività di utilità sociale

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 255 del 30 ottobre 2010, il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 14 settembre 2010, n. 177, regolamento attuativo dell'art. 96 legge 21 novembre 2000, n. 342, che sostituisce il precedente regolamento D.M. 388/2001.
Tale decreto regolamenta i criteri e le modalità per la concessione e l'erogazione dei contributi per l'acquisto di beni in materia di utilità sociale, ambulanze, beni strumentali e beni da donare a strutture sanitarie pubbliche, in favore delle associazioni di volontariato ed Onlus.
La modifica nasce sulla base dell'esperienza relativa all'attività svolta e maturata nel tempo, a partire dall'emanazione dell'art. 96 della legge 342/2000 e del D.M. attuativo 388/2001, che ha presentato nel corso degli anni numerose lacune sia per l'Amministrazione nella gestione della stessa procedura, sia per le organizzazioni nel presentare le richieste di contributo. Il nuovo regolamento, pertanto, ha l'obiettivo di aggiornare i criteri e le modalità per la concessione dei contributi, nonché di garantire un linguaggio uniforme, chiaro e preciso, fondamentale per un'interpretazione condivisa della normativa, al fine di favorire l'uniformità e lo snellimento della procedura e rendere trasparente e costruttivo il rapporto tra Amministrazione ed organizzazioni del terzo settore, nonché qualificare l'attività reciproca d'informazione e comunicazione per l'ottimizzazione dei risultati, nel rispetto anche di quanto previsto dal D.Lvo 150/2009.
Gestione annuale per la concessione e l'erogazione dei contributi per acquisti di beni di utilità sociale in favore delle associazioni di volontariato ed Onlus per l'acquisto di ambulanze, beni strumentali e beni da donare a strutture sanitarie pubbliche ai sensi dell'art. 96 della legge 21 dicembre 2000 n. 342 e del D.M. attuativo 177/2010.
Possono presentare la domanda per la concessione del contributo i seguenti soggetti:a) le associazioni di volontariato, costituite in forma di associazione o nelle forme previste dall'articolo 3 della legge 11 agosto 1991 n. 266, iscritte nei registri di cui all'articolo 6 della medesima legge; b) le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) in possesso dei requisiti di cui all' art.10 del decreto legislativo n.460/1997, iscritte all'anagrafe unica delle ONLUS di cui all'articolo 11 del medesimo decreto legislativo.
Le domande devono essere compilate utilizzando l'apposito formulario predisposto annualmente e aggiornato nel mese di novembre dalla Divisione III Volontariato, ponendo particolare attenzione alla documentazione da allegare e seguendo le istruzioni di compilazione in esso dettagliatamente indicate. Devono essere inviate al Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro il 31 dicembre di ogni anno (fa fede il timbro postale d'invio) e devono riguardare acquisti effettuati dal 1 gennaio al 31 dicembre dell'anno di riferimento.
Ai fini di una maggiore speditezza delle procedure amministrative, le Associazioni devono includere tutta la documentazione relativa agli acquisti effettuati nell'anno di riferimento in un'unica busta, riportante la dizione: "Richiesta contributi D.M. 177/2010 - anno ___".
Le domande devono essere inviate al seguente indirizzo: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale per il Volontariato, l'Associazionismo e le Formazioni Sociali Divisione III - Volontariato Via Fornovo, 8 (pal. C) - 00192 Roma
L'associazione di volontariato od ONLUS che ha presentato domanda è tenuta a comunicare tempestivamente eventuali variazioni riguardanti l'indirizzo, i recapiti telefonici, di fax o di posta elettronica, i dati bancari o postali.
Per informazioni contattare i seguenti numeri: Tel. : 06.4683.4430/4191/4572 Fax: 06.4683.4706
(Fonte www.lavoro.gov.it)

Finanziaria, tagli al 5 x mille. Solo 100 mln, riduzione del 75%

Al 5 per mille nel 2011 andranno 100 milioni di euro. La cifra emerge dalla ripartizione fatta dal governo del fondo da 800 milioni di euro contenuto nel maxiemendamento al ddl stabilità 1. Ma questo, denuncia il Forum del Terzo Settore, decurta del 75 per cento il fondo: infatti l'anno scorso erano stati stanziati 400 milioni.
"E' una scelta grave e pericolosa. - afferma Andrea Olivero, portavoce del Terzo Settore - Grave perché in aperta contraddizione con quanto dichiarato dal governo, che da un lato non perde occasione di lodare il volontariato e il  terzo settore, dall'altro cancella l'unico strumento di sostegno alle sue attività, in barba a ogni principio di sussidiarietà".
"E' scandaloso - afferma Marco Granelli, presidente di CSVnet (il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) - proporre all'ultimo momento il 5 per mille in Finanziaria riducendolo oltretutto a un quarto delle risorse elargite nel 2008. Il tempo passa e le risorse diminuiscono proprio quando c'è piu' bisogno. Il tetto di 100 milioni di euro è anacronistico rispetto al valore di questa misura".
Non solo: in questo modo, denuncia il Forum del Terzo Settore, si tradiscono le scelte di "quasi 15 milioni di contribuenti". Quello che rimane, quei 100 milioni, sono poco di più di un'elemosina, dice Rosy Bindi, presidente dell'assemblea nazionale del Pd: "Non è con l'elemosina che si può parlare di sussidiarietà. Ed è una decisione che appare tanto più incomprensibile e ingiustificabile quando sono gli stessi ministri Tremonti e Sacconi che affermano ogni piè sospinto che serve meno Stato più società".
Peraltro la decisione odierna sembra quasi perseguire una precisa strategia, rileva ancora Bindi, quella di "togliere a chi ha più bisogno. Prima c'è stato il dimezzamento dei fondi per le politiche sociali e oggi l'ennesimo colpo della scure di Tremonti è caduto sul terzo settore". Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ironizza sulle percentuali, sul ''5 per mille che è diventato l'1,5 per mille''.
Le scelte dei contribuenti in materia di cinque per mille l'anno scorso 2 hanno premiato non solo il volontariato, ma anche la ricerca scientifica. Se si mantenesse lo stanziamento dei 100 milioni, basterebbe a malapena per gli enti più scelti: solo l'Airc ha ricevuto dalle dichiarazioni dei redditi del 2008 70 milioni di euro. Medici senza frontiere ed Emergency hanno ricevuto 9 milioni abbondanti a testa. Ma, accanto alle istituzioni più conosciute, ci sono una miriade di enti, premiati con cifre minori, in molti casi però indispensabili per garantire il loro funzionamento.
(Fonte La Repubblica)

venerdì 5 novembre 2010

Tariffe postali agevolate: uno sconto a lungo (e invano) atteso

Vogliamo ripercorrere, in questo approfondimento, la complessa vicenda delle tariffe postali per l'editoria, profit e non profit, fino alle ultime, e deludenti, novità normative.
La storia ha inizio con il Decreto 30 marzo 2010 (pubblicato nella G.U. n. 75 del 31 marzo 2010), che, con decorrenza dal 1 aprile 2010, sospende tutti gli "sconti" tariffari previsti per la spedizione dei prodotti editoriali dei soggetti profit e non profit. Una decisione dettata dall'impossibilità di sostenere ulteriormente gli oneri, a carico dell'Erario, per i rimborsi a Poste Italiane.
La soppressione delle tariffe agevolate postali per tutta l'editoria libraria, quotidiana e periodica, colpisce in maniera particolarmente dura le organizzazioni del settore non profit. E' stato stimato un aumento del 500% circa per ogni singola spedizione. Molto forti sono state quindi le proteste, le denunce, e gli appelli.
Con l'approvazione definitiva da parte del Senato, il 19 maggio 2010, del Decreto legge incentivi, sono state ripristinate, ma solo per l'editoria non profit, le agevolazioni nella misura massima del 50% della tariffa ordinaria, grazie ad una copertura di 30 milioni di euro per il 2010.
Nell'emendamento si legge però che: "A fronte del citato stanziamento, le tariffe postali a favore dei soggetti di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 24 dicembre 2003, n. 353, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2004, n. 46 così come modificato dal presente comma, possono essere ridotte con decreto del Ministro per lo sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, sentita la Presidenza del Consiglio dei Ministri".
Si arriva così a settembre, quando sembrava imminente la firma del decreto interministeriale che avrebbe sbloccato i 30 milioni di euro necessari per il reintegro delle tariffe agevolate nell'anno 2010 (mentre per il 2011 il problema rimane irrisolto).
In contemporanea, però, la situazione è stata resa ancor più confusa da Poste Italiane Spa: a seguito di una serie di contatti tra alcune associazioni e Poste, infatti, era stato possibile individuare un prodotto, il Postatarget creative sperimentale, che fissava una tariffa più bassa (tra lo 0,14 e lo 0,19, al posto dei 28 centesimi divenuti regolari dopo la soppressione delle agevolazioni), per quelle organizzazioni non profit che, fino al 5 dicembre, inviano volumi superiori a 100mila pezzi. Ma sembra che pochissime realtà non profit siano riuscite ad ottenere questo servizio.
Una prima, brusca frenata alle aspettative sopraggiunge il 30 settembre, quando è stato respinto un ordine del giorno, proposto dal deputato democratico Luigi Bobba e firmato anche dagli onorevoli Fioroni e Gentiloni, che prevedeva lo stanziamento immediato di 30 milioni di euro a compensazione del taglio sulle tariffe postali agevolate previsto dal decreto legge 25 marzo 2010 n. 40, convertito con legge 22 maggio 2010, n. 73.
L'odg chiedeva non solo di prevedere per il 2011 precise misure economiche relativamente alle tariffe postali agevolate per i periodici e per i piccoli editori, ma anche di rafforzare il sostegno per l'editoria del non profit.
Un secondo brutto colpo è rappresentato dal recente Decreto interministeriale del 21 ottobre 2010, che interviene nella materia ma solo per quanto concerne gli editori.
Il suddetto decreto, firmato dal Ministero dello sviluppo economico e dal Ministero dell'economia e delle finanze, introduce nuove condizioni per le spedizioni dei prodotti (ad esclusione dei libri spediti tramite pacchi) riservati alle imprese editrici di quotidiani e periodici iscritte al Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC).
Si tratta dell'attuazione di quanto previsto dalla legge 1 ottobre 2010 n. 163 (pubblicata sulla G.U. del 5 ottobre) che, per dare corso ad un accordo raggiunto nello scorso mese di luglio tra Poste Italiane e la FIEG (Federazione italiana editori giornali), l'Uspi (Unione stampa periodica italiana), l'Anes (Ass. nazionale editoria specializzata), la File (Federazione italiana liberi editori), la Fisc (Federazione italiana stampa cattolica) - accordo col quale in sostanza si riduceva l'aumento delle tariffe e lo si dilazionava negli anni - affidava appunto ad un decreto ministeriale applicativo la ridefinizione delle tariffe massime applicabili per la spedizione postale dei prodotti editoriali, senza oneri a carico del bilancio dello Stato.
Si sono così ottenute tariffe postali (applicabili dal 1 settembre 2010) compatibili sia con le esigenze degli editori, sia con i vincoli generali del bilancio pubblico.
L'unico settore, in ambito profit, che rimane ancora scoperto è quello dei pacchi editoriali.
Ma a questo punto viene spontaneo chiedersi: e il non profit?
Non ha ottenuto nulla.
E' ancora in attesa dello sblocco dei 30 milioni di euro per il 2010.
Questo la dice lunga sul peso che viene dato al terzo settore, ancora una volta dimenticato.

mercoledì 3 novembre 2010

Ambulanze e beni strumentali per Onlus e ODV: cambia il regolamento

In silenzio, con discrezione, ci cambiano le regole del gioco senza dirci nulla. Devo dire che però questa volta hanno fatto sostanzialmente un buon lavoro, inserendo alcune regole condivisibili. Stiamo parlando del decreto che detta le regole di accesso ad un finanziamento particolare consistente nella parziale copertura dei costi sostenuti dalle Onlus per acquisto di autoambulanze, beni strumentali e beni donati a strutture sanitarie pubbliche. Il nuovo decreto 177/2010 è stato pubblicato nella GU del 30.10 scorsoA mio avviso, gran parte delle modifiche – che trovate nell’allegato evidenziate in giallo – sono migliorative.
Ne indico solo un paio: all’art 1, c 3, si dice ciò che la legge aveva già evidenziato (art 96, c 1, L 342/00), ovvero il divieto di cumulare agevolazioni (che sono costi per lo stato) a fronte dell’erogazione di cui in parola. Quindi per le autoambulanze o fate scontare il 20% dal venditore oppure chiedete il contributo – di norma si ottiene in misura inferiore.
Inoltre, il bene è inalienabile – con eccezioni – per 5 anni e non più per tre anni. Nel caso fosse ceduto secondo le indicazioni del regolamento, “l’organizzazione non lucrativa di utilita’ sociale (ONLUS) cessionaria del contratto di leasing puo’ continuare a fare richiesta del contributo ai sensi del presente regolamento per i canoni rimanenti fino al riscatto del bene a conclusione del contratto di leasing medesimo” (art 3, c 5)
Sono state poi modificate le quote percentuali di fondi destinati alle tipologie di acquisti (art 4).
Purtroppo si registra un inasprimento burocratico sulla documentazione da produrre (art 5, c 2) e, tenuto conto che proprio ora è il periodo nel quale le organizzazioni chiedono i contributi per gli acquisti realizzati, qualche dubbio sull’opportunità di far applicare da subito queste regole sovviene.
(Fonte Quinonprofit)

venerdì 29 ottobre 2010

Nel Dl c'è il rifinanziamento del 5 per mille

Nel decreto di fine anno il governo lavora anche al rifinanziamento del 5 per mille. La misura, introdotta nel 2006 e riproposta da ultimo con la Finanziaria 2010, consentirebbe anche per il prossimo anno ai contribuenti di destinare una quota dell'Irpef al sostegno del non profit, degli enti di ricerca scientifica, universitaria e sanitaria, di comuni e associazioni sportive dilettantistiche.
Si arricchisce così il menù cui sta lavorando l'Economia nel mettere a punto il decreto legge di fine anno destinato da una parte a reperire maggiori risorse per circa 7 miliardi, ricorrendo in particolare alla vendita delle frequenze del dividendo digitale, nonché a interventi di manutenzione del comparto giochi, con particolare riguardo anche a una nuova stretta in termini di sanzioni e penali contro il gioco illegale e misure ad hoc per tutelare i giocatori, soprattutto se minori.
Dall'altra il Dl dovrà rifinanziare, oltre il 5 per mille, anche la cassa integrazione in deroga e l'insieme degli altri ammortizzatori attivati. Inoltre dovrà prorogare il bonus sugli straordinari, cui potranno accedere questa volta i dipendenti con un reddito annuo di 40mila euro. Inoltre come già annunciato il provvedimento d'urgenza dovrebbe reperire nuove risorse da destinare all'Università, su cui si è registrato ieri il nuovo appello della Crui che invita esecutivo e camere a fare uno sforzo in più, perché senza fondi nel 2011 si potrebbero determinare «situazioni di vero tracollo».
Fatti i conti e quantificate le risorse disponibili il governo dovrebbe prevedere sempre nel Dl anche misure di sostegno alla crescita, come ad esempio la proroga del bonus Irpef del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.
Nel frattempo in Parlamento sulla legge di Stabilità e il bilancio 2011, con la presentazione oggi in commissione bilancio della Camera degli emendamenti termina "il prologo" e dalla prossima settimana si passerà all'esame di merito. E con un dibattito che potrebbe accendersi visto che i finiani sarebbero pronti a presentare un pacchetto di modifiche per sostenere scuola e università.
Dopo le commissioni Finanze, Lavoro, Trasporti e Attività produttive, sono arrivati in commissione Bilancio i pareri anche delle altre. Tra quelle più severe l'Ambiente che non può non rilevare «con preoccupazione» che lo stanziamento complessivo per il ministero dell'Ambiente per il 2011 «ammonta a 513,9 milioni di euro (-31,2%). Dalla Cultura arriva l'invito a incrementare gli stanziamenti previsti nell'ambito del programma di sostegno all'editoria». Le condizioni poste dalla Difesa si fondano sulla necessità di incrementate le risorse per il comparto, gli stanziamenti per i reclutamenti e l'ammodernamento degli arsenali militari. Severo anche il giudizio della commissione Affari esteri secondo cui i tagli alla Farnesina «non valorizzano adeguatamente il Paese quale protagonista dello scenario politico internazionale né sostengono in modo coerente la promozione del sistema Paese quale elemento strategico» per superare la crisi economica.

giovedì 28 ottobre 2010

Cassazione, anche le società non-profit devono pagare le imposte sui servizi venduti

Nessuna agevolazione fiscale per le associazioni non-profit che vendono servizi a terzi, neanche nel caso in cui questa vendita sia sporadica, e i profitti "esigui". Lo ha affermato la Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso del Fisco nei confronti di una sentenza della Commissione tributaria regionale di Milano. La Commissione aveva dato ragione a una scuderia milanese costituita sotto forma di associazione non-profit che, occasionalmente, impartiva lezioni di equitazione e ospitava cavalli a pagamento.
L'Agenzia delle Entrate, in seguito ad un'ispezione della Guardia di Finanza, aveva contestato l'esistenza di un'attività imprenditoriale non dichiarata, chiedendo pertanto il pagamento di Irpeg, Irap e Iva. La scuderia aveva impugnato la decisione, e la Commissione tributaria di Milano le aveva dato ragione, ritenendo che la mancata revoca delle agevolazioni fiscali (nonostante la legge sia chiara in proposito) fosse giustificata "dall'esiguità delle prestazioni a favore di terzi".
Ma il peso economico delle prestazioni è irrilevante, ha affermato la Cassazione con l'ordinanza n.21875 del 26 ottobre 2010. "A mente dell'art.111 del Tuir - ha ricordato la Corte - è esclusa la natura commerciale delle attività svolte dagli enti associativi in favore dei propri associati e l'imponibilità delle somme da questi versate a titolo di quote associative ma non anche quella delle attività a pagamento svolte nei confronti dei terzi".
Chiaro. E tutto sommato scontato, ha commentato oggi il consulente non profit Carlo Mazzini, interpellato dal settimanale Vita: "La Cassazione non ha fatto nient'altro che ribadire la legge. La vera notizia semmai è che i primi gradi di giudizio si siano dimenticati di cosa prescrive la legge".
E quindi, replica Mazzini, non ha senso titolare, come fa oggi il quotidiano economico Italia Oggi, "Giro di vite fiscale sul no profit". Non c'è alcun giro di vite fiscale: perché un'associazione sia considerata non-profit, non deve fornire servizi a terzi, ma solo ai propri associati.
(Fonte Repubblica)

giovedì 21 ottobre 2010

Dipendenti in maternità: sgravi contributivi per le sostituzioni

In caso di assunzione a termine (anche con contratto part-time) per sostituzione di maternità è previsto uno sgravio contributivo, limitatamente alla quota a carico del datore di lavoro, e dei premi assicurativi INAIL del 50%. Il beneficio si applica a favore delle aziende:
a) con meno di 20 dipendenti che assumono per sostituire lavoratori subordinati in maternità (congedo di maternità o di paternità, congedo parentale e congedo per malattia del figlio). In tal caso l’agevolazione si applica fino al compimento di un anno di età del figlio del lavoratore o della lavoratrice in congedo o, nel caso di minore adottato o in affidamento, per un anno dal suo ingresso nel nucleo familiare;
b) in cui operano lavoratrici autonome (coltivatrici dirette, mezzadre e colone, artigiane ed esercenti attività commerciali) in astensione del lavoro per maternità. E’ infatti possibile assumere lavoratori a termine in sostituzione di tali lavoratrici per un periodo massimo di 12 mesi e, comunque, entro il primo anno di vita del bambino o, nel caso di minore adottato o in affidamento, per un anno del suo ingresso nel nucleo familiare.
La concessione del beneficio contributivo prescinde dalla corrispondenza tra la qualifica del sostituto e quella in possesso del sostituto.
Il beneficio è riconosciuto anche in caso di sostituzione di un apprendista con una persona qualificata, purché sia rispettata l’equivalenza oraria delle prestazione.
L’azienda interessata allo sgravio contributivo deve attestare, mediante autocertificazione da presentare alla competente sede INPS, di essere in possesso del requisito occupazionale, se richiesto, e che l’assunzione dei lavoratori a termine è effettuata in sostituzione di dipendenti in astensione obbligatoria (anche anticipata), facoltativa nel primo anno di età del bambino o per malattie del bambino di età non superiore a un anno.
(Fonte PMI)

mercoledì 20 ottobre 2010

Fondo Nuovi Nati

Il Fondo Nuovi Nati è un finanziamento di 5.000 euro concesso a tassi particolarmente agevolati a tutte le famiglie che hanno avuto un bambino nel 2009, 2010 e 2011.
Questo tipo di finanziamento è inoltre esteso alle famiglie che hanno adottato o adotteranno un bambino. Le risorse finanziarie a disposizione per questa iniziativa ammontano in totale a 85 milioni di euro.
Il Fondo Nuovi Nati era stato lanciato con il decreto anticrisi ed è di recente diventato operativo con la pubblicazione dello specifico regolamento sulla Gazzetta Ufficiale e la firma del protocollo d'Intesa tra l'Associazione Bancaria Italiana e il sottosegretario alle Politiche della famiglia. Alla firma dell'intesa sono seguite le specifiche convenzioni tra gli intermediari finanziare aderenti e le banche.
Non tutti gli istituti di credito hanno però aderito. Le banche possono infatti decidere in autonomia di aderire o meno e anche valutare singolarmente caso per caso prima di concedere il prestito.
Ogni finanziamento avrà un ammontare massimo di 5.000 euro a tasso fisso e una durata non superiore ai 5 anni. La garanzia del fondo nuovi nati è concessa nella misura del 50% del finanziamento. Il prestito può essere utilizzato per qualunque tipo di spesa.
Come detto sopra il finanziamento è concesso ai genitori di bambini nati nel 2009, 2010 e 2011 e, nel caso della potestà più minori, possono essere richiesti più finanziamenti.
La domanda va presentata entro il 30 giugno dell'anno successivo alla nascita o adozione del bimbo. Particolare attenzione va posta nei casi di adozioni internazionali: in questi casi bisogna fare riferimento al provvedimento rilasciato dalla Commissione per le adozioni internazionali.
Il Fondo Nuovi Nati prevede inoltre un ulteriore contributo che riduce il tasso di interesse allo 0,5% concesso alle famiglie con bambini nati o adottati nel 2009 che siano portatori di malattie rare. L' elenco delle malattie considerate tali può essere consultato all'articolo 5, comma 1, lettera b.
Per ottenere questo tasso agevolato è necessario presentare specifica domanda entro il 31 dicembre 2011, contestualmente alla richiesta del finanziamento del Fondo Nuovi Nati o anche successivamente a questa.
Per ottenere il finanziamento bisogna poi rivolgersi agli intermediari finanziari o banche aderenti l'iniziativa . L'elenco si trova sul sito dell'Associazione Bancaria Italiana. Per quel che riguarda i documenti per il finanziamento, bisogna nello specifico compilare un apposito moduli di autocertificazione nel quale è necessario dichiarare le propri generalità e quelle del bambino nato o adottato e l'esercizio della potestà genitoriale sul minore.
Bisogna inoltre specificare se la potestà è esercitata congiuntamente ad un altro soggetto e, in tal caso, specificare le generalità del secondo soggetto e dichiarare che viene richiesto un solo finanziamento per ogni minore.
Inoltre, in caso di richiesta di contributo per bambini affetti da una malattia rara, bisogna possedere anche il certificato di una struttura sanitaria che attesta la patologia dichiarata.
E' poi la banca a provvedere a svolgere a verificare i requisti per il finanziamento, svolgendo i vari accertamenti e a decidendo riguardo l'erogazione del prestito.
In caso di esito positivo l'istituto di credito accredita sul conto del beneficiario l'importo concordato, secondo le modalità previste. Il debito può essere poi estinto con rate concordate al momento della sottoscrizione del finanziamento o anche in un'unica soluzione.
Se dovesse risultare che chi ha richiesto il finanziamento ha dichiarato il falso questo viene subito revocato. Nei casi di insolvenza vengono applicate le procedure esecutive ordinarie per il recupero dei crediti.
Per informazioni: www.fondonuovinati.it