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sabato 20 novembre 2010

20 Novembre: Anniversario dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza

Il 20 Novembre è la giornata internazionale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. 21 anni fa, nel 1989, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha promulgato la Convenzione dei diritti, che è diventato il Trattato più ratificato nella Storia dell’umanità. L’Italia l’ha ratificato 19 anni fa, con la Legge 176/91. Da quel momento i diritti dei bambini e dei ragazzi sono Legge, obbligo dello Stato.
La Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza rappresenta una delle maggiori conquiste che rendono attuale e operativa la Dichiarazione dei Diritti Umani. Con essa i bambini, solo perché esistono, sono titolari di Diritti a loro ascritti, che nessuno può dare o togliere. Li hanno e basta, in quanto Esseri Umani. E, come “ogni uomo nasce libero e uguale” (art. 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani), ogni bambino e bambina nasce con un bagaglio di Diritti “minimi”, uguali per tutti e in tutto il mondo.
Non è possibile distinguere tra bambini di diversa nazionalità, cultura, provenienza culturale, religione della propria famiglia; tutti gli adulti devono agire – nell’ambito delle proprie competenze – in modo da far sì che i Diritti dei bambini, i quali non votando non hanno rappresentazione politica diretta né la possono avere, siano rispettati. Tutti gli adulti devono agire per proteggere i bambini e i ragazzi e ogni scelta, senza alcuna esclusione, deve essere presa pensando al loro superiore interesse. Tutti i bambini e i ragazzi, inoltre, devono poter avere voce in capitolo nelle scelte che li riguardano: in famiglia, a scuola, nelle città. Con la Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza i bambini e i ragazzi sono protagonisti dei loro diritti e devono essere nel contempo tutelati, accompagnati e protetti dagli adulti. Un compito non facile per gli adulti, ma niente di più e niente di meno che essere educatori, come adulti educanti e come comunità educanti.
Il compito di promuovere e tutelare i diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza cade in primo luogo sugli adulti, sulle Istituzioni e sulla Società Civile.
Il Terzo Settore esprime da sempre un grande impegno per attuare i diritti dei bambini e dei ragazzi, ogni giorno e nella quotidianità delle nostre città: sia con la promozione della socialità, sia con i servizi di base e sociali, sia con la promozione dei diritti, sia con il sostegno diretto e indiretto a loro e alle loro famiglie. Associazionismo, Volontariato e Cooperazione Sociale rappresentano l’anima operativa, attiva, sempre in campo della Società Civile in cui centinaia di migliaia di uomini e donne lavorano per e con i bambini e i ragazzi.
Il Forum del Terzo Settore è impegnato, insieme alle organizzazioni delle nostre comunità, per promuovere i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza: nel sistema dei servizi per l’infanzia e l’adolescenza nelle città, seguendo con attenzione l’attuazione delle Leggi regionali per bambini, ragazzi e famiglie, sostenendo un’adeguata ed equilibrata ripartizione delle risorse nel sistema di welfare, sostenendo la cooperazione internazionale, l’integrazione, l’accoglienza e contrastando ogni giorno l’esclusione sociale, la povertà materiale e culturale e ogni condizione di sfavore che renda impossibile l’esercizio di quei Diritti sanciti per legge ma ancora lontani dall’essere realtà di ogni giorno, come invece dovrebbe essere per i più piccoli e giovani cittadini.
Per questo il Forum del Terzo Settore segue con attenzione e preoccupazione l’evolvere della situazione italiana, in cui ogni giorno si rinnova l’evidenza di una vera e propria emergenza educativa a cui le politiche e le prassi nazionali e locali dovrebbero far fronte; invece si assiste alla progressiva erosione delle risorse per il settore sociale, educativo, culturale con scelte che rischiano di essere miopi se non considerano i bambini e i ragazzi e il loro benessere, il loro sviluppo come un investimento non solo per il futuro ma anche per il presente del nostro Paese.
(Fonte Confini Online)

sabato 30 ottobre 2010

Kazakistan: stop al deposito di nuovi dossier almeno fino al 2011

Il 1° novembre 2010 il Kazakistan diventerà uno dei paesi contraenti della Convenzione dell’Aja del 1993 sulla protezione dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale, nonostante ciò fino a marzo 2011, mese stimato per il completamento delle riforme, non sarà possibile depositare nuovi dossier.
Le autorità stanno promuovendo una serie di strategie per il miglioramento delle politiche di accoglienza famigliare attraverso il sostegno all’adozione nazionale e il censimento degli orfani e dei minori abbandonati. Nel 2009 sono aumentati i numeri dei bambini adottati dalle famiglie del Kazakhstan: 3.044 minori hanno trovato una coppia di genitori nel loro Paese, 278 in più rispetto all’anno precedente quando erano stati 2.776 i bambini adottati.
Gli aspiranti genitori adottivi e gli enti autorizzati che operano in Kazakistan sono quindi avvisati della presa di posizione del Governo del Kazakistan che sta operando una profonda revisione dei suoi regolamenti in materia di adozioni internazionali.
In esame anche i criteri che stabiliranno il numero ed i requisiti degli enti autorizzati ad operare nel Paese.
L’obiettivo principale delle autorità del Kazakistan è quello di stabilire delle garanzie, affinché le adozioni internazionali si realizzino nell’interesse superiore del minore e nel rispetto dei suoi diritti fondamentali; instaurare un sistema di cooperazione fra gli Stati contraenti, al fine di assicurare il rispetto delle garanzie per i minori e quindi prevenire la sottrazione, la vendita e la tratta dei minori; assicurare il riconoscimento, negli Stati contraenti, delle adozioni realizzate in conformità alla Convenzione.
In Italia sono 73 i bambini provenienti dal Kazakistan che hanno trovato una famiglia negli ultimi quattro anni.
(Fonte Ai.Bi.)

lunedì 25 ottobre 2010

Il Governo nepalese costituirà un organismo per il controllo delle adozioni

Nel tentativo di regolamentare le adozioni internazionali, il governo nepalese sta per istituire un organismo indipendente atto a gestire le problematiche legate all'adozione, in modifica alla normativa vigente in Nepal.
La decisione arriva in un momento in cui vari paesi occidentali hanno interrotto a tempo indeterminato le pratiche di adozione di orfani del Nepal segnalando una serie di irregolarità, in particolare l'uso di documenti falsificati. Tra accuse crescenti di traffico di minori e falsificazione di documenti, gli Stati Uniti, il 6 agosto, avevano sospeso a tempo indeterminato le adozioni,  così come il Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Israele, Italia, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna.
"Abbiamo presentato una proposta in tal senso al Consiglio dei Ministri per l'approvazione di un organismo indipendente", ha detto Mahendra Shrestha, segretario presso il Ministero delle donne, bambini e della previdenza sociale. "In linea con la Convenzione dell'Aia sulle adozioni, un organismo di regolazione indipendente è obbligatorio per affrontare le questioni relative alle adozioni di bambini".
Con il nuovo emendamento alla legge, il governo controllerà rigorosamente gli orfanotrofi e le Children Home che offrono bambini per l'adozione. Dopo la modifica, solo le case o gli orfanotrofi in attività da oltre cinque anni saranno ammessi a fornire bambini per l'adozione. "L'emendamento alla legge esistente è quello di controllare il traffico di bambini in nome della loro tutela", ha aggiunto Shrestha.
Secondo una fonte del ministero, il nuovo organo avrà l'autorità di controllare i documenti.
Nel frattempo, l'ambasciatore americano in Nepal Scott H DeLisi, in un incontro con il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri, Sujata Koirala, ha esortato il governo a ratificare la legge e ad attuare la Convenzione dell'Aia sulle adozioni, che aveva lo scopo di tutelare i diritti dei bambini e le famiglie coinvolte.
La Conferenza dell'Aia in febbraio aveva accusato il sistema delle adozioni in Nepal di abusi diffusi, e molti paesi occidentali avevano puntanto il dito sul sistema delle adozione in Nepal.
L'ambasciata americana a Kathmandu con proprie indagini aveva individuato alcuni casi di falsi documenti civili - come ad esempio certificati di nascita prefabbricati o contraffatti.
Le Children Home raccolgono 5.000 dollari per ogni bambino dato in adozione, mentre i futuri genitori dovrebbero pagare 3.000 dollari al governo del Nepal. "Non lasceremo nulla di intentato per far adottare bambini genuinamente orfani", ha detto Shrestha.