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venerdì 10 dicembre 2010

Comuni "in rete" per sostenere la famiglia

Promuovere la famiglia come valore sociale e risorsa responsabile, coinvolgendo l'associazionismo: è uno degli obiettivi del Network italiano di città per la famiglia, una rete di Comuni impegnati a costruire modelli di welfare family friendly attraverso lo scambio di buone pratiche. Ne fanno parte, ad oggi, 54 Amministrazioni.
Il Network - fondato il 21 maggio scorso dai Comuni di Bari, Parma, Roma e Varese - è presentato, nella Carta che ne illustra principi e obiettivi pubblicata sul sito web dedicato all'iniziativa, «come piattaforma progettuale tra città che scelgono di porre “la famiglia al centro” della propria attività amministrativa» ed è aperto all'adesione di altre Amministrazioni. L'idea, si legge nella lettera di invito alla presentazione ufficiale del 21 maggio, nasce «dalla comune riflessione intorno alle responsabilità che oggi le amministrazioni comunali sono chiamate ad affrontare in merito alla ritrovata centralità attribuita alla famiglia, intesa come primo soggetto di welfare locale».
Partecipando alla rete, ogni città, recita la Carta, «si impegna a valorizzare il confronto attivato nel Network con l'assunzione di scelte concrete, da realizzarsi nel proprio territorio entro un anno dall'adesione». Le azioni da intraprendere ruotano attorno a quattro temi: una fiscalità locale a misura di famiglia, i meccanismi di presidio delle scelte secondo una prospettiva family friendly, le strategie di valorizzazione del ruolo sussidiario della famiglia e delle associazioni del privato sociale all'interno del welfare locale e la promozione a livello nazionale del fisco a misura di famiglia.
In altri termini, le Amministrazioni che aderiscono al Network si impegnano a: promuovere politiche che favoriscano l'accesso ai servizi o si traducano in agevolazioni tariffarie o fiscali; verificare la possibilità di istituire strutture dedicate alla qualificazione delle scelte del Comune in una prospettiva family friendly; approfondire i meccanismi di attuazione del principio di sussidiarietà orizzontale, che valorizzino la collaborazione delle famiglie, delle loro associazioni e in generale del terzo settore e, infine, far sì che le buone pratiche sperimentate nelle città si traducano in «linee generali di sviluppo».
L'iniziativa si propone, quindi, come spazio di confronto e di condivisione di esperienze, azioni e progetti a sostegno della famiglia, punto di riferimento per i Comuni che aspirano a diventare territori “amici della famiglia”. Lo scambio di riflessioni e analisi sui temi di lavoro descritti nella Carta avverrà nel corso di incontri e seminari concordati dalle città partecipanti su indicazione delle città fondatrici.
Di recente il Network si è dato appuntamento alla Conferenza nazionale della famiglia, che si è svolta a Milano dall'8 al 10 novembre. Durante l'ultima giornata, i sindaci dei Comuni fondatori hanno partecipato alla tavola rotonda Le politiche familiari a livello locale e hanno poi incontrato sindaci e referenti degli altri Comuni aderenti nel corso di una sessione di lavoro interna dedicata a una riflessione sugli strumenti tecnici a disposizione del Network e alla programmazione delle attività future.
(Fonte Minori.it)

martedì 7 dicembre 2010

Ue: i minori non accompagnati “bocciano” la procedura di asilo

Nel corso di una conferenza di due giorni che si terrà a Bruxelles oggi e domani sui diritti dei minori, l’Agenzia europea per i diritti fondamentali (Fra) ha presentato – assieme a un rapporto comparativo sui diritti dei minori in Europa – un’indagine sulla situazione attuale dei minori non accompagnati richiedenti asilo. L’inchiesta è stata condotta sul campo con interviste a 336 minori provenienti per lo più da Afghanistan (22%), Marocco (10%), Somalia (10%) e Iraq (9%), oltre a 302 adulti che lavorano con questi minori o ne sono responsabili. Il quadro che ne emerge mette in luce le mancanze che l’Europa ancora non ha colmato nel rispetto dei diritti di questi minori come sanciti dai trattati internazionali, che hanno alla base “il miglior interesse del minore”.
Innanzitutto, in certi casi avviene che i minori vengano ospitati in strutture in cui sono a contatto con adulti che non hanno responsabilità su di loro: una situazione assolutamente da evitare secondo gli esperti e i lavoratori sociali intervistati. L’ideale per loro sono strutture piccole e in prossimità delle città, in cui il grado di vita autonoma varia in base all’età del minore. Ad ogni modo, i minori si dicono generalmente soddisfatti dal lavoro fatto da chi li assiste, apprezzando moltissimo l’impegno con cui questi si prodigano per loro. Meno rosea invece la relazione coi servizi sanitari e con la procedura di asilo.
Nel primo caso, alcuni minori si sono lamentati per il fatto di non aver ricevuto la sufficiente attenzione quando stavano male, e altri si sono visti negare una visita specialistica. Viene anche richiesta una maggiore attenzione agli aspetti psicologici, spesso sottovalutati. L’intera esperienza di richiedente asilo può essere infatti molto traumatica, soprattutto se si conclude con un respingimento della domanda, fatto che i minori vedono spesso come un insuccesso personale.
Inoltre molti aspetti della procedura rimangono oscuri, e le varie informazioni vengono raramente comunicate in un modo comprensibile per un minorenne. Inoltre, l’intervista viene spesso svolta con atteggiamento intimidatorio, più simile a un interrogatorio che a un colloquio per accertare in fatti, e con interpreti che i minori sentono, se non ostili, poco affidabili e qualificati. L’intervista viene spesso condotta (secondo la percezione dei minori) partendo dal presupposto che il richiedente asilo sia un bugiardo: questo è per loro un grande peso, riflesso anche nel corso delle visite per stabilire la loro età. A questo proposito, gli operatori segnalano che non essendoci standard europei in materia, questa procedura è spesso inaffidabile in quanto a rischio di interpretazioni soggettive. Viene inoltre lamentata dai minori poca attenzione per i loro bisogni spirituali e per il rispetto dei loro valori religiosi in aspetti quali la cucina, la salute (come bambine visitate da medici maschi) o l’educazione.
In generale, i minori sono consapevoli del valore dell’educazione e vorrebbero poter frequentare le scuole ‘normali’ il prima possibile. Per questo considerano di grande importanza l’apprendimento rapido della lingua del paese ospitante, di modo da potersi sentire come parte della loro nuova comunità. Molti minori cercano di integrarsi con loro pari del paese ospitante, nonostante gli episodi di razzismo siano frequenti nella loro esperienza.
Per quanto riguarda il sostegno legale, molti dei minori e degli adulti intervistati non erano a conoscenza delle possibilità di avere un tutore legale e del suo ruolo, e di come ottenere ad esempio il ricongiungimento famigliare. Un’incertezza che pesa anche sul loro avvenire, visto che molto spesso non è loro chiaro cosa avverrà una volta che compiranno il 18 anno di età, e in quanto maggiorenni, privati di gran parte dell’assistenza ricevuta fino ad allora.
(Fonte Redattore Sociale)

martedì 23 novembre 2010

“Allarme Scomparsa Minore”, nuovo progetto finanziato dalla Ue

Assegnato alla direzione centrale della Polizia criminale quale capofila di un partenariato interministeriale. Un dispositivo denominato Italian Child Abduction Alert System (ICAAS), in Italia Allarme Scomparsa Minore, permetterà di diffondere rapidamente sul territorio un messaggio contenente informazioni per il ritrovamento di minori scomparsi. Il sistema, che si fonda sulla collaborazione sinergica tra le forze dell’ordine, i mezzi di comunicazione, le agenzie di trasporto, ecc., farà partire un messaggio che sarà diramato attraverso agenzie di stampa, reti televisive, radio, gestori delle reti stradali ed autostradali, società di trasporto, avvisatori marittimi, editori di siti internet, gestori telefonici, ecc. Coloro che ascoltano il messaggio e posseggono notizie utili potranno così avvisare immediatamente le autorità. L’attivazione di tale sistema di allerta integrato, già presente in altri Paesi europei, è stata predisposta in Italia dalla Commissione parlamentare per l’infanzia il 18 luglio 2007. Si tratta di una novità per il nostro ordinamento, sebbene le istituzioni coinvolte abbiano già funzioni e compiti ampiamente previsti e disciplinati dalla legge. Il 10 gennaio 2010 la Commissione europea, nell'ambito di una bando pubblicato dalla Direzione generale Giustizia, Libertà e Sicurezza, ha assegnato un apposito finanziamento alla direzione centrale della Polizia criminale del dipartimento di Pubblica Sicurezza, quale capofila di un partenariato interministeriale. Partecipano, inoltre, il dipartimento di Giustizia minorile del ministero della Giustizia, la direzione centrale Anticrimine della Polizia di Stato, il comando generale dell’Arma dei Carabinieri, la direzione centrale per gli Istituti di Istruzione della Polizia di Stato, l’Agenzia Formez del dipartimento della Funzione Pubblica e l’Onlus Telefono Azzurro. L’attivazione del sistema avviene nel caso in cui:la vittima è un minore di età è in pericolo la sua integrità fisica o vita si tratta di un allontanamento coatto (ad es. rapimento, sottrazione di minore, ecc.) e non di una semplice scomparsa sono disponibili informazioni sufficienti ed affidabili affinché la diffusione dell’allarme possa contribuire alla localizzazione della vittima o all’individuazione degli autori del reato.L’allarme, tuttavia, non sarà attivato se la sua diffusione potrebbe creare pericolo per la vittima o compromettere le indagini in corso.
(Fonte: Ministero dell'Interno)

sabato 20 novembre 2010

"Io come tu", campagna Unicef per diritti dell'infanzia

Per celebrare i 21 anni dall'approvazione della Covenzione sui diritti dei bambini Unicef ha lanciato oggi a Roma l'iniziativa che vedra' coinvolto il mondo del calcio. I prossimi 20 - 21 novembre, infatti, su tutti i campi di calcio di serie A, i calciatori e la terna arbitrale entreranno in campo accompagnati dai bambini. Qualche minuto prima del calcio d'inizio al centro del campo verra' posizionato uno striscione con la scritta "Io come tu. Mai nemici per la pelle", che verra' sollevato al momento dello schieramento. Scendera' in campo anche Francesco Totti, Goodwill Ambassador dell'Unicef Italia. E domani sera, sempre nella capitale, presso l'Auditorium Conciliazione, si svolgera' una serata di celebrazione della Giornata dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza,con lo spettacolo del Goodwill Ambassador Roberto Bolle che, insieme a ballerini di fama internazionale, si esibiranno in uno spettacolo unico con una selezione dei brani piu' suggestivi del repertorio dell'Ottocento e del Novecento."Io come tu - ha spiegato Vincenzo Spadafora, presidente di Unicef Italia - e' una campagna di sensibilizzazione a favore dell'uguaglianza di tutti i bambini e adolescenti che vivono, studiano, crescono in Italia. L'obiettivo e' di contribuire a promuovere un cambiamento sociale positivo che prevenga atteggiamenti discriminatori nei confronti di bambini e adolescenti di origine straniera, per prevenire il rischio di una loro esclusione sociale".
(Fonte Dire News)

giovedì 18 novembre 2010

Da Save the Children il primo Atlante dell'infanzia in Italia

Un «tesoro» di oltre 10 milioni di bambini, di cui 1.756.000 in povertà: Save the Children lancia, a Roma, nella sede di Bankitalia, il primo Atlante dell'infanzia in Italia. Attraverso più di 70 mappe e il sito www.atlanteminori.it, lo speciale "abecedario" contiene le principali informazioni sui minori nel nostro paese: dalle città più «giovani» ai nomi più diffusi, dai bambini soli e a rischio sfruttamento a quelli poveri, dalle città più inquinate al verde pubblico a disposizione di ogni bimbo, dagli asili nido alla dispersione scolastica. «Il lancio dell'Atlante presso palazzo Kock - spiega il direttore generale di Save the Children Italia, Valerio Neri - non è casuale. Bankitalia per statuto e missione protegge e governa il "tesoro" economico-finanziario italiano ed è per questo che c'è sembrato di grande forza simbolica l'idea di presentare presso questa sede istituzionale il nostro Atlante del "tesoro" umano d'Italia, cioè i bambini».
In un messaggio inviato a Save the Children, il presidente della Camera, Gianfranco Fini ha sottolineato come «stato e autonomie locali devono sperimentare, con il massimo impegno, una politica di effettiva sussidiarietà e di leale cooperazione, ispirata all'esigenza di garantire a tutti i bambini, in qualunque parte del paese vivano, una effettiva parità di condizioni, cure sempre adeguate e una istruzione moderna ed efficace».
Sfogliando tra le "pagine" dell'Atlante, si scopre come i nomi più diffusi per i bimbi nati da genitori italiani, siano Francesco, Alessandro, Matteo, Antonio e Giuseppe, mentre tra le bambine spiccano Giulia e Sofia. Anche mamma e papà stranieri preferiscono nomi di battesimo italiani, come Alessia e Matteo, ma anche alcuni nomi stranieri, come l'asiatico Aya, gli arabi Malak (angelo) e Hiba (regalo) per le femmine. Per i maschi, Adam precede Mohammed, seguito da Rayan e Omar.
Passando invece alle provincie "forzieri" d'Italia, spiccano Roma, dove vivono 697.387 minori, Napoli, con quasi 671mila, Milano, con 636.610, e Torino, con 351.566. Le province più "giovani", vale a dire quelle con le percentuali più elevate di minori, sono in prevalenza al Sud, dove storicamente si fanno più figli. Napoli è in pole position con quasi il 22% di minori sul totale della sua popolazione, seguita da Caserta (21,3%), Caltanissetta, Crotone e Catania (tutte oltre il 20 per cento). Unica eccezione fra le province del Nord, Bolzano, con il 20% di under 18 sul totale dei suoi abitanti. Al Nord invece il primato in negativo (in questo ambito), con Ferrara che ha la quota percentuale più bassa di bambini (12,6 per cento).
(Fonte Il Sole 24ore)

martedì 9 novembre 2010

"New Day": mostra a Firenze contro la tratta degli esseri umani

Diciannove artisti, diciannove stili diversi e una lotta condivisa a suon di pennelli e scatti fotografici. Il "New Day" sorge a Firenze dall'8 al 14 novembre. La città dell'arte classica italiana nel suo orizzonte visivo ospita New York, alba dell'arte contemporanea, con una mostra all'Auditorium al Duomo che ha per tema la tratta di esseri umani. "Vivid Arts Network of NYC", vale a dire l'arte viva che si fa messaggio, che è simbolo di uno dei crimini più abietti: il mercato di persone. Per questo la Vivid Arts, che ha organizzato l'evento, ha scelto di promuovere ECPAT, rete internazionale che difende i bambini dallo sfruttamento sessuale.
Un volto imbustato o esili corpi nudi di schiena graffiati dalla punta di un pennello, oppure colori miscelati insieme a forme o fotografie di occhi che paiono schiudersi ad ogni singola visione: sono i temi di quadri e foto che promettono di sconvolgere e rimanere impresse."Con Un Nuovo Giorno" afferma Viviana Puello, che dirige la mostra, "noi artisti ci siamo uniti per dare voce, colore e immagini, attraverso le nostre opere d'arte, alle lacrime silenziose di chi ha bisogno". Molti degli artisti, provenienti da Colombia, Usa, Repubblica Dominicana, Svezia, Norvegia, Canada, Spagna, Armenia, Germania e altri Paesi, saranno presenti all'inaugurazione della mostra, lunedì 8 novembre alle 18.30.
A News Day da voce ad una campagna internazionale lanciata dalla rete ECPAT nel 2009, insieme a The Body Shop, al fine di accrescere la consapevolezza di un mercato che ogni ora, nel mondo, riduce in schiavitù 130 bambini o adolescenti. Molte le iniziative in oltre 50 Paesi che hanno aderito, diverse le personalità sia del mondo politico che dello spettacolo che hanno prestato la loro opera per la campagna "Stop al traffico di bambini a fini di sfruttamento sessuale".
(Fonte Ecpat)

Marocchini il 90% dei minori abbandonati

Il 90 per cento è maschio (5.954 persone) proviene dal Marocco (15%), dall'Egitto (14% ), dall'Albania e dall'Afghanistan (11%). Più dell'88 % ha tra i 15 e i 17 anni. I diciassettenni sono più della metà del totale. Sono 6.587 minorenni. Tutti extracomunitari che vivono in Italia da soli, nel senso che non hanno nessuno, né genitori, né parenti che si occupino di loro, che li sostengano economicamente. A fornire i numeri è il 20° dossier Caritas/Migrantes 1 che sottolinea come l'integrazione di questi uomini-bambini, in Italia, sia una missione quasi impossibile.
La normativa italiana in materia, integrata e in parte modificata dalle disposizioni del decreto sicurezza contenute nella legge 94 del 2009, stabilisce infatti che il rilascio del permesso di soggiorno avvenga per i minori diventati maggiorenni in territorio italiano dopo tre anni di permanenza e solo dopo aver intrapreso un percorso di integrazione sociale di almeno due anni presso un ente riconosciuto dallo Stato. Problema: se il minore dovesse sbarcare in Italia - come spesso accade - solo dopo aver compiuto i 15 anni d'età? In altre parole, se al momento di compiere la maggiore età non fossero ancora trascorsi i tre anni previsti per procedere alla regolarizzazione? La legge tace in merito.
"Nel nostro sistema d'accoglienza -  si legge nel Dossier - si registrano carenze nei servizi di mediazione culturale e informazione legale di base, ritardi nell'assegnazione di un tutore e nel processo di regolarizzazione dello status del minore, mancanza di beni primari, accesso limitato all'istruzione, alla formazione e ad opportunità lavorative e una netta mancanza di coordinamento a livello nazionale". Questa mancanza di prospettive per il futuro costituisce un forte disincentivo per i minori ultraquindicenni a seguire un percorso d'integrazione sociale e nuoce alla loro personalità. L'Associazione Nuovo Grillo di Bologna 2, network metropolitano di giovani online, ha pensato proprio a questo quando ha scelto di aprire due comunità educative. L'intervento è infatti volto alla prevenzione, al riparo e alla riabilitazione della struttura di personalità dei soggetti in età evolutiva. Ma c'è di più. Il progetto del Nuovo grillo prevede infatti la creazione di una "Casa dei maggiorenni": un appartamento ad alta autonomia dove ospitare i ragazzi, anche dopo la maggiore età, per dare loro la possibilità di ultimare corsi di studio o di formazione professionale.
Stando ai dati diffusi da Save the children Italia, però, tra il maggio del  2008 e il febbraio del 2009, 1119 minori su 1860 collocati presso comunità di accoglienza hanno scelto, dopo poco, di abbandonare la struttura. La Toscana Cesvot  3 lavora per questo: per monitorare costantemente le presenze dei giovani immigrati, gli eventuali allontanamenti dalle strutture che li ospitano e gli standard qualitativi dell'accoglienza, per scongiurare rischi di devianza e assicurare il pieno riconoscimento e l'attuazione dei loro diritti. Anche perché, leggendo il Dossier, si scopre che una buona parte dei non accompagnati sfugge ad ogni forma di tutela. Più della metà dei baby extracomunitari vive e lavora in strada, dorme sotto i ponti o nelle metropolitane, non va a scuola, non ha tessera sanitaria e non beneficia di misure di tutela previste dall'ordinamento italiano e internazionale. In altre parole, i migranti bambini d'Italia senza accompagnamento non entrano mai in contatto con i servizi d'accoglienza e anzi, arrivano nel Belpaese da soli facendo riferimento solo alla rete di contatti già presenti sul territorio.
Ecco perché, per sottrarli alla criminalità organizzata, il comune di Agrigento ha istituito l'albo dei tutori volontari di minori stranieri non accompagnati 4. Si tratta di una iniziativa che sancisce il passaggio concreto da un'ottica emergenziale ad una più strutturale, resa possibile grazie alla disponibilità dimostrata dagli ordini professionali della provincia e dal lavoro svolto dalla sezione minori del consiglio territoriale per l'immigrazione. I minori stranieri non accompagnati che si trovano in provincia di Agrigento sono affidati a delle persone fisiche, professionisti formati ad hoc per vegliera sul destino di questi piccoli. 
I dati dell'European Migration Network 5 sottolineano che, nel 2008, su 573 i minori che hanno presentato richiesta di asilo, solo il 29,6 per cento ha ottenuto lo status di rifugiato, il 31,3 per cento la protezione sussidiaria e il 18,6 per cento i motivi umanitari. Sandra Zampa, capogruppo per il Partito democratico in bicamerale infanzia, questi dati li conosce bene. La deputata ha infatti ottenuto alla Camera un voto unanime a favore della mozione riguardante i minori non accompagnati in Italia con la quale si impegna il governo "in azioni di tutela dei minori non accompagnati, alla verifica dell'omogeneità, sul territorio nazionale, degli interventi a loro favore per a garantire loro uno status giuridico e rimuovere tutti gli ostacoli che ne impediscano una vera integrazione". Il punto giuridico fondamentale della mozione risiede nell'impegno - garantito dal governo - ad assumere provvedimenti necessari a velocizzare il percorso verso l'ottenimento del permesso di soggiorno per quei minori che - pur titolari di asilo politico - abbiano già raggiunto la maggiore età ma non siano riusciti ad ottenere i documenti.
(Fonte La Repubblica)

giovedì 4 novembre 2010

Accordo Miur Telecom per la navigazione sicura dei minori sul web

Telecom Italia organizzerà un tour che porterà un bus attrezzato e brandizzato “Navigare sicuri di Telecom Italia” in alcune scuole italiane per distribuire materiali e organizzare attività rivolte a studenti (tra i sei e i tredici anni di età) a insegnanti e genitori sul tema della navigazione sicura sul web.
Lo prevede l’accordo (valido fino alla fine del 2011) stipulato da Telecom Italia con il Miur (Dipartimento per la programmazione e la gestione delle risorse umane, finanziarie e strumentali).
Il tour coprirà alcune città e impegnerà due settimane al mese per quattro mesi: novembre 2010, marzo, aprile e maggio 2011.
A cura di Telecom saranno realizzati materiali, siti e strumenti sul tema della navigazione sicura che verranno messi a disposizione delle scuole.
I materiali distribuiti durante il tour saranno diversi a seconda dei destinatari. Per gli alunni delle scuole primarie sarà distribuito il libretto di Geronimo Stilton “Gli stratopici segreti della rete” e poster con le dieci regole per la navigazione sicura in internet; per loro sono previste anche interazioni ludiche via web e dieci video esplicativi sulle regole per navigare in sicurezza.
Per gli studenti delle scuole secondarie di I grado sono previsti tre cortometraggi, un volume con contenuti a cura di “Save the Children”, tre racconti su storie vere legate ai pericoli della navigazione sul web.
Per docenti e genitori, infine, è prevista una guida sui temi dell’utilizzo delle nuove tecnologie da parte dei minori, realizzata in collaborazione con la Fondazione “Movimento Bambino” e “Save the Children”.
(Fonte Tutto Scuola)

giovedì 28 ottobre 2010

Dal Senato via libera alla Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale

Con 246 voti favorevoli, nessuno contrario e 1 astenuto, l'Aula di Palazzo Madama ha approvato ieri in seduta pomeridiana la ratifica della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l'abuso sessuale, fatta a Lanzarote nel 2007 (ddl 1969). Il testo torna all'esame della Camera.
Le dichiarazioni di voto finali hanno offerto l'occasione per sottolineare l'unità d'intenti che ha caratterizzato l'intenso iter legislativo e la soddisfazione per la capacità dimostrata di cogliere l'occasione della ratifica di un importante accordo internazionale per procedere ad incisivi e necessari interventi di adeguamento dell'ordinamento interno.
Si è in particolare positivamente salutato l'inserimento di alcune nuove fattispecie delittuose nel codice penale o l'aggiornamento di fattispecie già codificate, come l'istigazione a pratiche di pedofilia e di pedopornografia, i maltrattamenti contro familiari e conviventi, la prostituzione minorile, l'ignoranza dell'età della persona offesa, la corruzione di minorenne, la confisca del profitto derivante dall'attività di sfruttamento sessuale di minori e l'adescamento di minore anche via internet.
Nel provvedimento vengono inserite norme innovative ed avanzate in tema di allontanamento dalla casa familiare, di mutilazione degli organi genitali femminili, di restrizioni per i detenuti per reati in danno di minori e viene istituito un fondo per le vittime degli abusi.
"L'approvazione del ddl di ratifica della convenzione di Lanzarote contro lo sfruttamento sessuale dei minori ha consentito di approvare anche una modifica del reato di maltrattamenti in famiglia, previsto dall'articolo 572 del codice penale. Si introduce cosi' uno strumento importante di contrasto alla violenza in famiglia e nell'ambito delle convivenze piu' volte sollecitato dal Partito Democratico tanto piu' che esse costituiscono la principale causa di morte delle donne, superiore per numero ai morti di mafia'', ha dichiarato la senatrice Pd, Silvia Della Monica.
(Fonte Vita)

martedì 26 ottobre 2010

3° Convegno internazionale sulla Qualità del Welfare “La tutela dei Minori” Riva del Garda 11/13 novembre 2010

Sebbene gli interventi di tutela dei minori e delle loro famiglie appaiano da tanto tempo gravati da innegabili affanni, per la soverchiante complessità delle situazioni affrontate, molte sperimentazioni virtuose ci informano che lavorare in un altro modo è possibile. Buone prassi altamente istruttive si segnalano a tutti i livelli, sia in quello generale della governance politico-amministrativa, sia in quello della dirigenza dei diversi enti coinvolti nell’erogazione dei servizi, sia nel cruciale livello dei singoli professionisti coinvolti nelle dirette decisioni sul campo (assistenti sociali, educatori, psicologi clinici, magistrati, ecc.). Il classico dilemma tra esigenze di immediato controllo dei rischi e quelle delle più lente e meditate azioni recuperative – entrambe prioritarie – deve necessariamente risolversi in format organizzativi capaci di rispondere all’incessante domanda di sicurezza, umanità e razionalità che giunge loro da territori sempre più complicati e fragili. La fatica primaria di questa ricomposizione di istanze apparentemente inconciliabili grava da tempo soprattutto sulle spalle dei singoli professionisti. Stretti, da un lato, nella tenaglia della burocrazia e delle procedure e, dall’altro, da aspettative tecnicistiche a volte inutilmente esasperate, gli operatori sociali e sanitari – perennemente in trincea sulla linea del fronte – sono chiamati a rompere l’accerchiamento e a contrattaccare con idee e pratiche metodologicamente sensate e innovative.
Il convegno intende documentare e portare allo scoperto le buone prassi di tutela minorile che, a livello nazionale e internazionale, hanno saputo creare esperienze efficaci di reale promozione della condizione minorile, specie delle situazioni più a rischio, e possono essere diffuse trasferendole, con opportuni adeguamenti, ad altri contesti. Particolare attenzione verrà data a una ‘lettura relazionale’ di questi interventi, vale a dire alla loro capacità di essere riflessivi e consistenti nel gestire i contesti relazionali, facilitando il dialogo e la compartecipazione alle decisioni tra i diversi soggetti interessati (minori, genitori, altri familiari, volontari, professionisti, ecc.), pur senza disattendere la cornice normativa del controllo istituzionale.

venerdì 22 ottobre 2010

La Camera approva la mozione unica per la tutela dei minori stranieri non accompagnati

La Camera dei Deputati ha approvato ieri a larga maggioranza una mozione relativa alle iniziative a tutela dei minori stranieri non accompagnati. Il testo (Mozioni Capitanio Santolini ed altri n. 1-00394, Zampa ed altri n. 1-00361, Di Giuseppe ed altri n. 1-00367, Mussolini ed altri n. 1-00371, Mosella ed altri n. 1-00453, Misiti ed altri n. 1-00455 e Iannaccone ed altri n. 1-00456), che prende spunto dal rapporto sui minori stranieri non accompagnati redatto dall’Anci, impegna il Governo “a predisporre tutte le misure atte a far sì che la permanenza dei minori nell’ambito delle strutture di accoglienza che li ospitano, dopo il rilascio dai centri di prima accoglienza, non sia in alcun modo condizionata da valutazioni di convenienza economica delle strutture stesse, le quali potrebbero indurre i minori ad allontanarsi, favorendone lo stato di clandestinità; a coordinare le opportune iniziative per instaurare una rete di comunità alloggio estesa al territorio nazionale, evitando la concentrazione in alcune regioni, attraverso la quale ospitare i minori stranieri non accompagnati all’atto delle dimissioni dai centri di prima accoglienza, per ripartire equamente il carico finanziario di tale ospitalità, valutando se porre a carico dello Stato le spese dell’accoglienza a lungo termine di questi minori”.
Il Governo viene, poi, impegnato “a verificare se i criteri utilizzati per l’adozione dei provvedimenti di tutela dei minori stranieri non accompagnati siano omogenei su tutto il territorio nazionale; ad adoperarsi, nell’ambito delle proprie competenze, affinché ogni intervento, anche normativo, che influisca sulla condizione dei minori stranieri non accompagnati, risulti in armonia con i principi della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, nonché con la normativa dell’Unione europea e con le indicazioni del Consiglio d’Europa in materia; ad adoperarsi per rendere effettivo l’esercizio del diritto d’asilo dei minori stranieri non accompagnati; a garantire ai minori stranieri non accompagnati uno status giuridico in grado di poterli maggiormente tutelare; ad attuare tempestivamente il rafforzamento della protezione dei minori stranieri, nonché provvedimenti in linea con la Carta europea dei diritti fondamentali e con la Convenzione sui diritti del fanciullo, con particolare riguardo a quelli non accompagnati, che sono spesso le prime vittime dell’immigrazione clandestina; ad avviare una strategia di intervento sul tema, in un’ottica di collaborazione tra amministrazione centrale ed enti locali, affrontando alcuni aspetti che hanno importanti ripercussioni sulle caratteristiche che il fenomeno assume in Italia, come l’accertamento dell’età e della nazionalità, l’identificazione, le indagini familiari, il rafforzamento delle capacità operative delle aree di ingresso; ad adoperarsi affinché siano destinate adeguate risorse finanziarie a favore dei minori stranieri non accompagnati, anche per assicurare, in accordo con la Conferenza unificata, la prosecuzione dei progetti e delle iniziative già avviate, quali, ad esempio, il programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati, che il Comitato per i minori stranieri gestisce con l’Anci; a considerare la possibilità di assumere le necessarie iniziative per rilasciare il permesso di soggiorno anche per quei minori stranieri che abbiano raggiunto la maggiore età e che abbiano già intrapreso un percorso documentato di integrazione sociale e civile”.