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venerdì 29 aprile 2011

Onlus. L'Agenzia cambia nome

E' in Gazzetta Ufficiale da 24 ore. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri numero 51 del 26 gennaio 2011 è stato ufficialmente pubblicato. Con questo provvedimento si modifica la denominazione dell'ormai nota Agenzia per le Onlus in Agenzia per il Terzo settore.
Tra le novità la riduzione dei componenti dell'Agenzia da 10 più il presidente a 5 più il presidente, mentre gli incarichi rimangono sostanzialmente invariati. Il cambiamento è stato suggerito e successivamente accolto per evitare una riduzione eccessiva delle attività dell'Agenzia. La denominazione onlus, infatti, restringerebbe eccessivamente il campo di intervento dell'ente alle sole organizzazioni non lucrative di utilità sociale, quando invece l'attività dell'istituto si rivolge a molti più soggetti.
La nuova denominazione entrerà ufficialmente in vigore dal prossimo 11 maggio. In allegato il testo del DPCM: "Modifiche al regolamento recante norme per l'Agenzia per le organizzazioni non lucrative di utilita' sociale di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 21 marzo 2001, n. 329".
(Fonte Vita)

venerdì 15 aprile 2011

Tagliato del 10% il Fondo Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza

"Non rubate le caramelle ai bambini!" è lo slogan dell’appello che varie associazioni del Terzo Settore stanno portando avanti dopo la decisione del Governo di decurtare del 10% il Fondo Nazionale per l’Infanzia e l’adolescenza rivolto alle 15 più grandi città del nostro Paese.
Questo avviene dopo che tale Fondo aveva “perso” all’inizio del decennio il suo 70% dedicato alle Regioni; tale 70%, per l’applicazione della Legge Quadro sui Servizi Sociali, è rientrato nel Fondo Sociale Nazionale. Le Regioni non hanno avuto alcun obbligo ad utilizzare tale cifra per i minorenni, e infatti storicamente non l’hanno fatto, anche per sopperire ai continui tagli su altri servizi di base.
E’ rimasto quindi il Fondo per le 15 “grandi città”, il quale nel 1998 ammontava a 48.340.366 € e, senza aggiornamenti negli anni, è anzi via via diminuito fino ad arrivare nel 2009 e nel 2010 a 43.451.357 €. La Legge di Stabilità 2011-2013 ha ulteriormente rivisto al ribasso il Fondo, assegnando ad esso 40 milioni di € all’anno. 
(continua a leggere l'appello sul sito di Vincenzo Castelli)

martedì 12 aprile 2011

Genitori e figli nel percorso adottivo

Il terzo numero del 2010 di Cittadini in crescita, la rivista di conoscenza e approfondimento del Centro nazionale dedicata alla riflessione sulle politiche per l'infanzia e l'adolescenza, vede fra gli argomenti trattati una ricerca sulle famiglie adottive.
L'articolo firmato da Maria Teresa Tagliaventi, partendo da una recente ricerca promossa dagli enti autorizzati Nova e Cifa, che ha accolto il punto di vista di oltre 200 adottati maggiorenni sulla loro esperienza di figli adottivi, presenta alcune riflessioni su Genitori e figli nel percorso adottivo.
La ricerca si sofferma in particolare sull'edà adulta del figlio adottivo, una delle fasi di vita meno esplorate nella letteratura scientifica sulle adozioni, nonostante si tratti del periodo in cui si possono rilevare con maggiore completezza le conseguenze del vissuto adottivo.
La ricerca in questione, pur rilevando alcune “ombre” nel percorso di inserimento e integrazione dei ragazzi adottivi maggiorenni, sottolinea nel complesso un adattamento sociale positivo. Le problematiche evidenziate in infanzia e adolescenza sembrano infatti destinate progressivamente ad attenuarsi una volta che il ragazzo/a entra nell’età adulta, per fare posto a una condizione di maggiore equilibrio e a una propria visione di futuro propositiva.
L’approfondimento sul percorso formativo dei giovani intervistati fa emergere inevitabilmente le difficoltà scolastiche, con un sesto circa del campione che ha abbandonato gli studi precocemente e un giudizio di uscita dalle scuole medie nel complesso poco brillante Le variabili che sembrano incidere sulle difficoltà scolastiche sono l’età del bambino al momento dell’adozione e il genere. Quanti più anni si hanno all’arrivo in Italia tanto maggiori sono le difficoltà che il maggiorenne ha incontrato durante la sua esperienza scolastica, mentre, come da letteratura sull’argomento, sono i maschi, più delle femmine, ad aver avuto problemi nell’iter formativo.
Un ambito di ricerca interessante è stato l’approfondimento della partecipazione sociale. I risultati evidenziano che mentre la partecipazione sociale di natura più “critica”, come quella di tipo politico, coinvolge gli adottati meno dei figli biologici, lo sport e la religione sembrano costituire, per i primi, i canali di socializzazione preferenziali. Inoltre, gli adottati si adoperano significativamente di più in forme partecipative di volontariato sociale e assistenziale, rispetto ai loro pari figli biologici, sono cioè più propensi verso un tipo di partecipazione prosociale e altruistica.
Indagando il livello di soddisfazione verso differenti aspetti della vita, nonostante le innegabili difficoltà e avversità che i giovani adottati hanno vissuto in prima persona, i figli adottivi evidenziano un maggiore stato di benessere personale e relazionale se messi a confronto col campione di figli naturali. Su questo risultato, che sembrerebbe definire un pieno e positivo inserimento sociale, incidono probabilmente gli elevati livelli di sostegno provenienti dall’ambiente familiare, che compenserebbero i rischi e le difficoltà oggettive degli adottati, come ad esempio il loro rendimento scolastico, e darebbero luogo a maggiori livelli di percezione del benessere e diautostima. A questo c’è da aggiungere una sorta di consapevolezza che i giovani intervistati hanno su un destino che ha loro riservato più possibilità dei loro coetanei rimasti nel Paese di origine.
A questo link si può leggere l'intero articolo.

lunedì 11 aprile 2011

Riforma della disciplina di fondazioni, associazioni e comitati

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, giovedi 31 marzo 2011, su proposta del Ministro della giustizia, Alfano, e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Sacconi, un disegno di legge che delega il Governo a riformare il Titolo II del Libro I del Codice Civile in materia di disciplina delle fondazioni, delle associazioni e dei comitati, in attuazione del principio di sussidiarietà di cui all'articolo 118, comma quarto, della Costituzione, il cui esame era già stato avviato in una precedente riunione.
"In particolare - spiega Alfano -, il disegno di legge prevede una profonda riforma del codice civile al fine di riconoscere il valore del libero associazionismo, semplificare i meccanismi di riconoscimento della personalità giuridica, ampliare l'autonomia statutaria degli enti con un maggiore coinvolgimento degli associati nei procedimenti decisionali, garantire la trasparenza delle attività degli enti - soprattutto per gli enti che si avvalgono di fondi e sottoscrizioni pubblici - e di consentire la possibilità di svolgere attività d'impresa in via strumentale, tutelando i terzi".
Tra i punti qualificanti del disegno di legge c'è la semplificazione del procedimento di riconoscimento delle persone giuridiche, che verrà assimilato a quello delle società di capitali, con la previsione di un pieno diritto dell'ente all'iscrizione nel registro delle persone giuridiche, iscrizione che potrà essere negata solo per i motivi espressamente previsti dalla legge. Viene, inoltre, prevista, per tutelare gli associati e i terzi, l'introduzione di un collegamento tra la limitazione della responsabilità dell'ente ed il mantenimento di un elevato grado di solidità economica, mentre viene sancito il riconoscimento, anche in favore degli enti privi di personalità giuridica, della qualità di centro autonomo d'imputazione degli interessi.
(Leggi tutto l'articolo sul sito NoProfit Online)

mercoledì 1 dicembre 2010

Giornata Internazionale delle persone con disabilità

Il 3 dicembre si celebra la Giornata internazionale delle persone con disabilità.
La Giornata, istituita nel 1981 (Anno Internazionale delle persone disabili), intende promuovere una più diffusa e approfondita conoscenza dei temi della disabilità, sostenere la piena inclusione delle persone con disabilità in ogni ambito della vita e allontanare ogni forma di discriminazione e violenza.
In Italia la ricorrenza viene onorata, tra le altre iniziative, con una cerimonia che avrà luogo a Roma e vedrà la presenza del Ministro per le Pari opportunità Mara Carfagna. L’evento, infatti, è organizzato dal Ministro per le Pari Opportunità in collaborazione con le federazioni delle persone con disabilità FAND e FISH e con il CIP, il Comitato Italiano Paralimpico.
L’occasione per rammentare, in modo volutamente simbolico, la condizione delle persone con disabilità nel nostro Paese è offerta da una cerimonia di premiazione di “coloro che si sono distinti nella società per stigmatizzare la discriminazione che le persone con disabilità subiscono e per mettere in evidenza le buone pratiche di inclusione”.
Informazioni ed iscrizioni presso la Segreteria FISH: tel. 06.78851262, fax 06.78140308, email: presidenza@fishonlus.it

lunedì 29 novembre 2010

Esame di italiano per immigrati Dal 9 dicembre test obbligatorio

Dal 9 dicembre gli stranieri che richiedono il permesso di soggiorno dovranno anche sostenere un esame d'italiano in un test. La novità la prevede il decreto 4 giugno 2010 (firmato dai ministri dell'Interno e dell'Istruzione, Roberto Maroni e Mariastella Gelmini), che entra in vigore in quella data. Messa così, forse il test dovremmo farlo tutti noi, anche chi è già cittadino italiano.
Il Dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del ministero dell'Interno ha messo a punto la procedura informatica per gestire le richieste. Lo straniero che intende chiedere il rilascio del permesso per soggiornanti di lungo periodo dovrà presentare alla prefettura la richiesta di partecipazione al test a tramite l'indirizzo www.testitaliano.interno.it. La prefettura dovrà convocarlo entro 60 giorni indicando data e luogo su dove svolgere il test.
L'esame si svolge con modalità informatiche ma, su richiesta, anche per iscritto. Prevede la comprensione di brevi testi, frasi ed espressioni di uso frequente. Per superare la prova il candidato deve conseguire almeno l'80% del punteggio complessivo. Se l'esito è positivo, lo straniero può presentare la domanda e la questura, verificati tutti gli altri requisiti richiesti, rilascia il permesso di soggiorno.
(Fonte L'Unità)

5 per mille, Tremonti: troverò i fondi mancanti nei primi mesi del 2011

Le risorse destinate al 5 per mille verranno ripristinate entro marzo. Si evince dalle parole del deputato toscano Gabriele Toccafondi (Pdl), intervenuto a margine di un incontro tra i deputati toscani e il terzo settore regionale tenutosi questa mattina presso il Cesvot. "Ho parlato recentemente col ministro Tremonti - ha spiegato Toccafondi - e mi ha detto che non e' impossibile trovare i 300 milioni mancanti. Il ministro mi ha poi detto che i fondi mancanti li trovera' nei primi mesi del 2011, entro marzo".
Gia' nei giorni scorsi il ministro dell'Economia Giulio Tremonti aveva espresso le proprie intenzioni di ripristinare le risorse al 5 per mille. "Votero' per reintegrare i 400 milioni - aveva detto - Fermo il vincolo di invarianza nella spesa pubblica, spero che molti altri in Parlamento orientino il voto verso questa priorita'".
(Fonte Dire)

giovedì 25 novembre 2010

"Qui non si tocca" contro gli abusi sui minori

Partirà dall'Italia la campagna del Consiglio d'Europa contro la violenza sessuale sui minori Uno su cinque – Qui non si tocca. Il lancio dell'iniziativa avverrà a Roma i prossimi 29 e 30 novembre, nel corso di una conferenza organizzata in collaborazione con il Ministero delle pari opportunità.
«La violenza sessuale è molto più diffusa di quanto non si creda. Si ritiene che in Europa ne possa essere vittima un bambino su cinque», si legge nel comunicato pubblicato sul sito del Consiglio d'Europa. Secondo i dati diffusi dall'organizzazione intergovernativa con 47 Stati membri e sede a Strasburgo, in una percentuale di casi che va dal 70 all'85 per cento, i bambini conoscono i loro aggressori; nel 90 per cento dei casi, poi, i reati sessuali non vengono segnalati alle autorità. Uno su cinque – Qui non si tocca parte parte proprio dalla consapevolezza di questo fenomeno - la difficoltà a denunciare i conoscenti che abusano dei minori - per proporre, attraverso una serie di materiali, una lotta efficace contro la violenza sessuale sui minori, che oggi assume forme diverse, in molti casi legate all'uso delle nuove tecnologie (ne è un esempio il grooming).
Due gli obiettivi principali della campagna, così descritti nel sito del Ministero, che all'iniziativa ha dedicato anche un blog: «sostenere il processo di firma, ratifica e implementazione della Convenzione del Consiglio d'Europa per la protezione dei minori dall'abuso e dallo sfruttamento sessuale» e «sensibilizzare il grande pubblico sull'entità del fenomeno della violenza sessuale perpetrata da persone di fiducia, in modo da prevenire l'abuso e incoraggiare i bambini che lo hanno subito a rompere il silenzio che li circonda». Il disegno di legge italiano di ratifica della Convenzione di Lanzarote - adottata dal Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa il 12 luglio 2007 ed entrata in vigore, nei paesi che l'hanno ratificata, il 1 luglio 2010 - è attualmente in discussione in Parlamento.
Uno su cinque – Qui non si tocca prevede la diffusione di materiali informativi – fra cui uno spot televisivo, un libro per bambini, un sito web, manifesti e brochure – attraverso i quali veicolare il messaggio-chiave della campagna, rappresentato dalla regola del “qui non si tocca”, che i genitori sono invitati a insegnare ai bambini tra i 4 e i 7 anni, per spiegare loro che hanno il diritto di porre dei limiti, di esprimere i propri sentimenti e di farsi ascoltare. Lo spot televisivo sarà trasmesso sulla Rai dal 29 novembre al 12 dicembre, mentre Il Comune di Roma sosterrà l'azione del Consiglio d'Europa attraverso una campagna di affissioni.
Alla conferenza del 29 e 30 novembre parteciperanno autorità, nazionali e internazionali, ed esperti provenienti dagli Stati membri del Consiglio d'Europa. Sono previsti, fra gli altri, interventi di: Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica; Maria Rosaria Carfagna, ministro per le pari opportunità e Maud de Boer-Buquicchio, vicesegretario generale del Consiglio d'Europa.
(Fonte Minori.it)

martedì 23 novembre 2010

Immigrati: come insegnare l'italiano nella nuova societa' etnica

Come insegnare la lingua italiana agli immigrati con permesso di soggiorno di lungo periodo. Se ne e' parlato oggi a Roma al convegno promosso dalla rete Scuolemigranti e dalla Regione Lazio, a pochi giorni dall'entrata in vigore del decreto 4.6.201O del ministero dell'Interno che disciplina le modalita' di svolgimento del test di conoscenza della lingua italiana per i cittadini che richiedono il permesso di soggiorno di lungo periodo.
  L'incontro e' stato l'occasione per discutere dell'attuazione dell'accordo quadro siglato tra Viminale, Dipartimento per le liberta' Civili e l'Immigrazione e il ministero dell'Istruzione, che attribuisce alle Prefetture le competenze relative alla ricezione delle richieste, e la comunicazione alle questure dell'esito dei test, che si svolgeranno nei Centri Provinciali e che saranno certificati dalle universita' di Roma Tre, Stranieri di Perugia e Siena e la Societa' Dante Alighieri. Per Maria Maddalena Novelli, direttore generale ufficio scolastico regionale, "questo convegno e' una presa d'impegno da parte di tutti i protagonisti per creare un clima di maggiore collaborazione". L'incontro che ha riunito i rappresentanti dei ministeri competenti, le istituzioni territoriali, le prefetture e le associazioni di volontariato ha posto anche il problema del reperimento delle risorse necessarie da destinare ai vari organismi coinvolti. Il prefetto Angelo Malandrino, direttore centrale per le politiche per l'Immigrazione ha ribadito come sia "dovere delle istituzioni aiutare l'immigrato a rispettare le ordinanze non lasciandolo solo". Augusto Venanzetti, coordinatore della Rete Scuolemigranti, che riunisce 28 enti nell'area della capitale che si occupano dell'insegnamento gratuito della lingua italiana agli stranieri, ha sottolineato che la rete dara' "tutto il sostegno necessario per l'attuazione del provvedimento, anche se e' nato piu' per escludere che per integrare veramente gli immigrati, sulla scia del Pacchetto sicurezza 2008". Franco Pittau della Caritas ha infine osservato che gli immigrati "sono una ricchezza perche' la voglia di riuscire che hanno potrebbe essere il nuovo rinascimento per il nostro paese che sta perdendo la voglia di crescere".
(Fonte AGI Mondo)

sabato 13 novembre 2010

Volontariato. Regolamento per la concessione di contributi in materia di attività di utilità sociale

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 255 del 30 ottobre 2010, il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali del 14 settembre 2010, n. 177, regolamento attuativo dell'art. 96 legge 21 novembre 2000, n. 342, che sostituisce il precedente regolamento D.M. 388/2001.
Tale decreto regolamenta i criteri e le modalità per la concessione e l'erogazione dei contributi per l'acquisto di beni in materia di utilità sociale, ambulanze, beni strumentali e beni da donare a strutture sanitarie pubbliche, in favore delle associazioni di volontariato ed Onlus.
La modifica nasce sulla base dell'esperienza relativa all'attività svolta e maturata nel tempo, a partire dall'emanazione dell'art. 96 della legge 342/2000 e del D.M. attuativo 388/2001, che ha presentato nel corso degli anni numerose lacune sia per l'Amministrazione nella gestione della stessa procedura, sia per le organizzazioni nel presentare le richieste di contributo. Il nuovo regolamento, pertanto, ha l'obiettivo di aggiornare i criteri e le modalità per la concessione dei contributi, nonché di garantire un linguaggio uniforme, chiaro e preciso, fondamentale per un'interpretazione condivisa della normativa, al fine di favorire l'uniformità e lo snellimento della procedura e rendere trasparente e costruttivo il rapporto tra Amministrazione ed organizzazioni del terzo settore, nonché qualificare l'attività reciproca d'informazione e comunicazione per l'ottimizzazione dei risultati, nel rispetto anche di quanto previsto dal D.Lvo 150/2009.
Gestione annuale per la concessione e l'erogazione dei contributi per acquisti di beni di utilità sociale in favore delle associazioni di volontariato ed Onlus per l'acquisto di ambulanze, beni strumentali e beni da donare a strutture sanitarie pubbliche ai sensi dell'art. 96 della legge 21 dicembre 2000 n. 342 e del D.M. attuativo 177/2010.
Possono presentare la domanda per la concessione del contributo i seguenti soggetti:a) le associazioni di volontariato, costituite in forma di associazione o nelle forme previste dall'articolo 3 della legge 11 agosto 1991 n. 266, iscritte nei registri di cui all'articolo 6 della medesima legge; b) le organizzazioni non lucrative di utilità sociale (ONLUS) in possesso dei requisiti di cui all' art.10 del decreto legislativo n.460/1997, iscritte all'anagrafe unica delle ONLUS di cui all'articolo 11 del medesimo decreto legislativo.
Le domande devono essere compilate utilizzando l'apposito formulario predisposto annualmente e aggiornato nel mese di novembre dalla Divisione III Volontariato, ponendo particolare attenzione alla documentazione da allegare e seguendo le istruzioni di compilazione in esso dettagliatamente indicate. Devono essere inviate al Ministero del lavoro e delle politiche sociali entro il 31 dicembre di ogni anno (fa fede il timbro postale d'invio) e devono riguardare acquisti effettuati dal 1 gennaio al 31 dicembre dell'anno di riferimento.
Ai fini di una maggiore speditezza delle procedure amministrative, le Associazioni devono includere tutta la documentazione relativa agli acquisti effettuati nell'anno di riferimento in un'unica busta, riportante la dizione: "Richiesta contributi D.M. 177/2010 - anno ___".
Le domande devono essere inviate al seguente indirizzo: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale per il Volontariato, l'Associazionismo e le Formazioni Sociali Divisione III - Volontariato Via Fornovo, 8 (pal. C) - 00192 Roma
L'associazione di volontariato od ONLUS che ha presentato domanda è tenuta a comunicare tempestivamente eventuali variazioni riguardanti l'indirizzo, i recapiti telefonici, di fax o di posta elettronica, i dati bancari o postali.
Per informazioni contattare i seguenti numeri: Tel. : 06.4683.4430/4191/4572 Fax: 06.4683.4706
(Fonte www.lavoro.gov.it)

Finanziaria, tagli al 5 x mille. Solo 100 mln, riduzione del 75%

Al 5 per mille nel 2011 andranno 100 milioni di euro. La cifra emerge dalla ripartizione fatta dal governo del fondo da 800 milioni di euro contenuto nel maxiemendamento al ddl stabilità 1. Ma questo, denuncia il Forum del Terzo Settore, decurta del 75 per cento il fondo: infatti l'anno scorso erano stati stanziati 400 milioni.
"E' una scelta grave e pericolosa. - afferma Andrea Olivero, portavoce del Terzo Settore - Grave perché in aperta contraddizione con quanto dichiarato dal governo, che da un lato non perde occasione di lodare il volontariato e il  terzo settore, dall'altro cancella l'unico strumento di sostegno alle sue attività, in barba a ogni principio di sussidiarietà".
"E' scandaloso - afferma Marco Granelli, presidente di CSVnet (il Coordinamento Nazionale dei Centri di Servizio per il Volontariato) - proporre all'ultimo momento il 5 per mille in Finanziaria riducendolo oltretutto a un quarto delle risorse elargite nel 2008. Il tempo passa e le risorse diminuiscono proprio quando c'è piu' bisogno. Il tetto di 100 milioni di euro è anacronistico rispetto al valore di questa misura".
Non solo: in questo modo, denuncia il Forum del Terzo Settore, si tradiscono le scelte di "quasi 15 milioni di contribuenti". Quello che rimane, quei 100 milioni, sono poco di più di un'elemosina, dice Rosy Bindi, presidente dell'assemblea nazionale del Pd: "Non è con l'elemosina che si può parlare di sussidiarietà. Ed è una decisione che appare tanto più incomprensibile e ingiustificabile quando sono gli stessi ministri Tremonti e Sacconi che affermano ogni piè sospinto che serve meno Stato più società".
Peraltro la decisione odierna sembra quasi perseguire una precisa strategia, rileva ancora Bindi, quella di "togliere a chi ha più bisogno. Prima c'è stato il dimezzamento dei fondi per le politiche sociali e oggi l'ennesimo colpo della scure di Tremonti è caduto sul terzo settore". Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ironizza sulle percentuali, sul ''5 per mille che è diventato l'1,5 per mille''.
Le scelte dei contribuenti in materia di cinque per mille l'anno scorso 2 hanno premiato non solo il volontariato, ma anche la ricerca scientifica. Se si mantenesse lo stanziamento dei 100 milioni, basterebbe a malapena per gli enti più scelti: solo l'Airc ha ricevuto dalle dichiarazioni dei redditi del 2008 70 milioni di euro. Medici senza frontiere ed Emergency hanno ricevuto 9 milioni abbondanti a testa. Ma, accanto alle istituzioni più conosciute, ci sono una miriade di enti, premiati con cifre minori, in molti casi però indispensabili per garantire il loro funzionamento.
(Fonte La Repubblica)

giovedì 11 novembre 2010

Tre miliardi di euro in meno per il sociale nel prossimo triennio

Più di tre miliardi di euro nel triennio 2008/2010, poco più di trecento milioni nel 2011/2013. E, dunque, oltre due miliardi e 800 milioni che mancano all’appello. E’ questo il confronto fra le risorse complessivamente stanziate negli ultimi tre anni nei Fondi dedicati a Politiche sociali, famiglia, pari opportunità e non autosufficienza, e quelle che nella nuova legge di stabilità si prevede di stanziare, alle stesse voci, per i prossimi tre anni. Naturalmente, i numeri relativi al triennio 2011/2013 potrebbero essere cambiati in sede di discussione della legge di stabilità, ma al momento le cifre inserite nei documenti all’esame del Parlamento sono queste e raccontano la realtà di una riduzione complessiva di risorse pari a quasi tre miliardi di euro (2 miliardi e 811 milioni) in tre anni. Laddove prima c’erano 3 miliardi e 143 milioni di euro, si prevede di mettere ora solo 332 milioni. Il che vuol dire che se prima si metteva cento, adesso si pensa di mettere poco più di dieci.
Il dato si rivela interessante anche alla luce delle polemiche incrociate che hanno interessato la Conferenza sulla famiglia di Milano, con l’allarme lanciato dagli enti locali (anzitutto da sindaci e regioni) sui tagli alle risorse e il ministro del Welfare Sacconi a ribattere, in modo sprezzante, come non risulti affatto vero che il governo non stanzi risorse per le famiglie. Ma se il ministro si è concentrato soprattutto sui benefici di carattere fiscale e di carattere previdenziale destinati al sostegno dei nuclei familiari, la preoccupazione di enti locali e associazioni familiari si è invece indirizzata prioritariamente sul versante sociale, quello colpito – appunto – dalle riduzioni previste nella legge di stabilità. I numeri sono stati certamente oggetto di riunioni tecniche da parte della Conferenza delle regioni e la tabella che qui presentiamo – risultato di un’ulteriore elaborazione - è stata presentata in un recente incontro organizzato da Redattore Sociale dal dirigente per l'integrazione socio-sanitaria della Regione Marche, Giovanni Santarelli, che l'ha accompagnata con un commento lapidario: "Qui non si tratta di un taglio: è un cambiamento di paradigma. C'è da rimettere in discussione tutto il sistema di finanziamento dei servizi sociali".
Il calo più evidente degli stanziamenti è concentrato nel 2011: gli importi infatti sono ridotti ad un settimo rispetto a quelli dell’anno in corso, livelli che vengono poi sostanzialmente mantenuti stabili nella previsione per il 2012 e che subiscono un’ulteriore decremento, pari ad un terzo, per il 2013. Il risultato finale è che se nel 2010 il totale degli stanziamenti per i Fondi destinati alle Politiche sociali, alla famiglia, alle pari opportunità e alla non autosufficienza era pari a 880 milioni di euro, per il 2013 non si arriva neppure ad un decimo di quella cifra e ci si ferma a quota 78 milioni. Una differenza abissale, che diventa ancora più marcata se come punto di riferimento non si prende il 2010, ma il 2008, quando la quota stanziata superava abbondamentemente il miliardo di euro, avvicinandosi al miliardo e 250 milioni. In sei anni il Fondo Politiche sociali viene cioè ridotto di quindici volte. Altrimenti detto: dove prima c’erano 100 euro, ne restano poco più di sei.
Valutando nel dettaglio le singole voci, emerge evidente l’erosione di risorse destinate al più importante delle voci considerate, quello relativo al Fondo nazionale per le Politiche sociali. In costante discesa negli ultimi anni (passando dai circa 650 milioni del 2008 ai 380 del 2010), viene ora in un sol colpo ridotto ad un quinto, con i 75 milioni previsti per il 2011. Cifra che cala ancora per il 2012 (70 milioni) e per il 2013 (circa 45 milioni). In sei anni, lo stanziamento potrebbe passare dunque dagli oltre 650 milioni del 2008 ai quasi 45 del 2013: si tratta di un quattordicesimo dell’importo iniziale. Subisce una riduzione consistente anche il Fondo famiglia, che viene sostanzialmente dimezzato nel 2011 rispetto al 2010, e ridotto ad un terzo nel 2013: dai 100 milioni del 2010 si scende ai 52 nel 2011 e 2012 e ai 31 milioni del 2013. Nella tabella, il Fondo famiglia è accorpato al Fondo diritti e pari opportunità, meno rilevante dal punto di vista economico, per il quale viene stanziato, per ognuno dei tre anni dal 2011 al 2013, la stessa cifra di 2 milioni 198 mila euro. Ancora più evidente e netta è la riduzione del Fondo dedicato per la non autosufficienza, che assume semplicemente i connotati di una semplice cancellazione: erano stati stanziati 300 milioni nel 2008 e 400 milioni all’anno nel 2009 e nel 2010: al momento, la quota prevista per il 2011 è pari allo zero, e così anche per i due anni seguenti. Confronto complessivo: nel 2008/10 un miliardo e 100 milioni dedicati alla non autosufficienza, nel 2011/13 non un solo euro.
(Fonte La Rosa Rossa)

martedì 9 novembre 2010

Libri, fra due anni tutte le novità anche in versione audio

Un progetto per mettere a disposizione di tutti, e in modo particolare di non vedenti e ipovedenti, le principali novità editoriali in tempo reale, con libri nella versione più adeguata rispetto alla propria disabilità e con un servizio, a richiesta degli utenti, di trasformazione nel formato adeguato per i libri di catalogo non immediatamente reperibili sulla piattaforma. Il tutto nel pieno rispetto del diritto d’autore. E’ questo l’obiettivo del progetto Lia (Libro italiano accessibile), finanziato dal ministero per i Beni e le Attività culturali per un importo pari a 2 milioni e 750 mila euro: entrerà a regime tra due anni e coinvolgerà tutti gli editori italiani.
Promosso dall’associazione italiana Editori (Aie), il progetto Lia coinvolge i principali attori del settore, prima fra tutti l’Unione italiana ciechi (Uic), e si concretizza in una innovativa piattaforma che, grazie all’ausilio delle nuove tecnologie, punta a realizzare un punto di incontro tra le richieste delle persone con disabilità visive e l’offerta editoriale nazionale. L’intento è quello di mettere a disposizione di non vedenti e ipovedenti libri nella versione più adeguata rispetto alla propria disabilità. La piattaforma, infatti, non solo rende disponibili le principali novità editoriali in tempo reale, ma offre anche un servizio, a richiesta degli utenti, di trasformazione nel formato adeguato per i libri di catalogo non immediatamente reperibili sulla piattaforma. Una vera e propria “rivoluzione” se si considerano i tempi lunghi, i processi spesso frammentari e le lungaggini con cui un milione e mezzo di italiani possono avvicinarsi ai libri. Sono infatti oltre 362 mila i non vedenti in Italia e ammontano a oltre un milione di persone gli ipovedenti.
“Si tratta di un progetto rivoluzionario - spiega il presidente di Aie, Marco Polillo - e su cui Aie crede e lavora da tempo. L’obiettivo di garantire una reale pari opportunità nell’accesso ai libri basata sulla disponibilità di un catalogo ampio e sull’accesso alle novità librarie al momento della loro uscita è certamente ambizioso e pone il progetto italiano all’avanguardia nel panorama globale”. Integrazione delle competenze e maggiore tempestività nella disponibilità delle novità: queste le assolute innovazioni del progetto. "L’Unione italiana ciechi ha da anni una collaborazione fruttuosa con Aie - conferma il presidente dell’Uic, Tommaso Daniele -. Siamo certi che anche Lia si inserirà in questo rapporto, certi che dall’integrazione delle diverse competenze possa derivare un reale vantaggio per entrambi e un migliore servizio per tutte le persone con disabilità visive. Poter avere con maggior rapidità le novità che escono in libreria cambia alla radice il rapporto tra i disabili visivi e il libro".
(Fonte Redattore Sociale)

sabato 6 novembre 2010

L'Abc della bozza di Piano di politiche per le famiglie

Un fisco e un insieme di politiche sociali più eque con le famiglie, all'interno di un progetto finalmente organico per valorizzare le "colonne portanti della società". È questo il contenuto del documento preparatorio al Piano nazionale sulla famiglia elaborato dall'Osservatorio nazionale sulla famiglia, che sarà presentato lunedì prossimo alla Conferenza nazionale della famiglia di Milano, organizzata dal sottosegretario Carlo Giovanardi.
Priorità individuate: una riforma fiscale family friendly, il bilanciamento vita-lavoro in favore dell'inserimento femminile nel mercato del lavoro e la sfida educativa. All'appello lo Stato ma anche le amministrazioni locali e la società civile (imprese, categorie professionali, associazioni di volontariato, fondazioni bancarie, istituzioni culturali etc.) per una vera e propria mobilitazione territoriale.
La vera novità non va rintracciata nei singoli interventi proposti ma nell'indirizzo generale per una politica di welfare sostenibile che metta al centro la famiglia quale soggetto sociale con diritti propri. Ancora tanta strada da fare: i costi non sono stati ancora stimati e il percorso di adozione del piano è lungo. Il comitato tecnico scientifico dell'Osservatorio, presieduto da Pier Paolo Donati, elaborerà un nuovo documento sintetico comprensivo delle proposte più valide arrivate in conferenza dai 10 gruppi di lavoro; seguiranno verifiche e valutazioni economiche e soltanto allora il sottosegretario Giovanardi si assumerà responsabilità politica del piano che andrà sottoposto al vaglio della Conferenza unificata e dei ministeri competenti prima di arrivare al consiglio dei ministri. Ottimisticamente, bisognerà attendere almeno 10 – 12 mesi. Un'anticipazione dei contenuti del documento preparatorio arriva da questo vocabolario di principi ispiratori e misure suggerite.
Si può leggere l'articolo integrale sul sito del Il Sole 24ore

giovedì 4 novembre 2010

Forum Terzo Settore: famiglia e politiche sociali non si sostengono solo a parole. Basta con i continui tagli alle risorse

“Al di la di ogni altra considerazione ci sembra sconcertante che il Governo convochi la Conferenza Nazionale della Famiglia e al tempo stesso si accinga ad effettuare nuovi consistenti tagli alle risorse destinate alle politiche sociali e quindi alle famiglie”.
Così il Coordinamento del Forum Terzo Settore esprime tutta la sua contrarietà alle consistenti riduzioni, spesso dei veri e propri azzeramenti, di molti capitoli di bilancio dedicati agli interventi sociali.
Secondo una prima lettura del Bilancio 2011 il Fondo Politiche per la famiglia viene ridotto a meno di un quinto rispetto al 2008, passando dai 276 mln€ del 2008 a soli 52 mln€ e vengono drammaticamente ridotte anche le risorse per il Fondo nazionale delle politiche sociali, il Fondo per le attività sociali per le Regioni, il Fondo non autosufficienze, il Fondo per le politiche giovanili, il Fondo diritto al lavoro dei disabili, il Fondo inclusione dei Migranti.
Non va meglio per altri settori: in caduta libera anche le risorse destinate al Servizio Civile Volontario (che passano da 300 mln€ del 2008, ai 170 mln€ del 2010, ai 113 mln € del 2011) così come quelle destinate alla Cooperazione allo Sviluppo (scese a 179 mln€).
“Invece di perseguire la strada delle riforme strutturali con la conseguente riqualificazione della spesa e la riduzione dei costi fissi, il Governo preferisce continuare nel ragionieristico taglio di finanziamenti e servizi. In molti casi, nel nostro sistema di welfare, queste risorse hanno significato per il Terzo Settore l’avvio di esperienze innovative ed hanno offerto opportunità occupazionali con un effetto moltiplicatore rispetto ai finanziamenti iniziali. Pur ritenendo doverosa una scrupolosa tenuta dei conti, crediamo occorra un progetto di società ed un modello di welfare. Temiamo invece che il Governo non abbia né l’una né l’altra.
Per questo chiediamo al Governo un urgente confronto su tutte queste questioni”.

venerdì 29 ottobre 2010

Nel Dl c'è il rifinanziamento del 5 per mille

Nel decreto di fine anno il governo lavora anche al rifinanziamento del 5 per mille. La misura, introdotta nel 2006 e riproposta da ultimo con la Finanziaria 2010, consentirebbe anche per il prossimo anno ai contribuenti di destinare una quota dell'Irpef al sostegno del non profit, degli enti di ricerca scientifica, universitaria e sanitaria, di comuni e associazioni sportive dilettantistiche.
Si arricchisce così il menù cui sta lavorando l'Economia nel mettere a punto il decreto legge di fine anno destinato da una parte a reperire maggiori risorse per circa 7 miliardi, ricorrendo in particolare alla vendita delle frequenze del dividendo digitale, nonché a interventi di manutenzione del comparto giochi, con particolare riguardo anche a una nuova stretta in termini di sanzioni e penali contro il gioco illegale e misure ad hoc per tutelare i giocatori, soprattutto se minori.
Dall'altra il Dl dovrà rifinanziare, oltre il 5 per mille, anche la cassa integrazione in deroga e l'insieme degli altri ammortizzatori attivati. Inoltre dovrà prorogare il bonus sugli straordinari, cui potranno accedere questa volta i dipendenti con un reddito annuo di 40mila euro. Inoltre come già annunciato il provvedimento d'urgenza dovrebbe reperire nuove risorse da destinare all'Università, su cui si è registrato ieri il nuovo appello della Crui che invita esecutivo e camere a fare uno sforzo in più, perché senza fondi nel 2011 si potrebbero determinare «situazioni di vero tracollo».
Fatti i conti e quantificate le risorse disponibili il governo dovrebbe prevedere sempre nel Dl anche misure di sostegno alla crescita, come ad esempio la proroga del bonus Irpef del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici.
Nel frattempo in Parlamento sulla legge di Stabilità e il bilancio 2011, con la presentazione oggi in commissione bilancio della Camera degli emendamenti termina "il prologo" e dalla prossima settimana si passerà all'esame di merito. E con un dibattito che potrebbe accendersi visto che i finiani sarebbero pronti a presentare un pacchetto di modifiche per sostenere scuola e università.
Dopo le commissioni Finanze, Lavoro, Trasporti e Attività produttive, sono arrivati in commissione Bilancio i pareri anche delle altre. Tra quelle più severe l'Ambiente che non può non rilevare «con preoccupazione» che lo stanziamento complessivo per il ministero dell'Ambiente per il 2011 «ammonta a 513,9 milioni di euro (-31,2%). Dalla Cultura arriva l'invito a incrementare gli stanziamenti previsti nell'ambito del programma di sostegno all'editoria». Le condizioni poste dalla Difesa si fondano sulla necessità di incrementate le risorse per il comparto, gli stanziamenti per i reclutamenti e l'ammodernamento degli arsenali militari. Severo anche il giudizio della commissione Affari esteri secondo cui i tagli alla Farnesina «non valorizzano adeguatamente il Paese quale protagonista dello scenario politico internazionale né sostengono in modo coerente la promozione del sistema Paese quale elemento strategico» per superare la crisi economica.

Figli naturali e legittimi con gli stessi diritti

Figli naturali come figli legittimi. Stessi diritti per tutti i bimbi, siano essi nati fuori o dentro il matrimonio. Il via libera al disegno di legge delega in materia di filiazione, che prevede un'innovazione del Codice civile e assicura l'equiparazione anche lessicale tra i due status, è arrivato stamattina dal Consiglio dei Ministri. Disco rosso invece all'obbligo per i genitori di amare i figli: il diritto a essere amati scompare dall'articolato originario perche' l'amore - ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, Carlo Giovanardi - "non è un diritto esigibile".
La novità principale del provvedimento (definito "una svolta epocale" dallo stesso Giovanardi) rimane comunque l'equiparazione tra figli naturali e legittimi, che cancella, secondo il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, "un'odiosa e anacronistica discriminazione, che andava a colpire i più piccoli, l'anello più debole di ogni famiglia".
Non ci saranno più figli di serie A e figli di serie B, neppure per quanto riguarda il diritto di successione: il provvedimento, oltre a riconoscere il rapporto dei figli con i genitori e con i nonni, elimina anche le discriminazioni in materia di eredità, perché i figli naturali diventano parenti dei parenti dei genitori.
Nulla da fare invece per il diritto - che si voleva inserire nella legge - di un figlio a essere amato dai genitori (oltre a essere "mantenuto, educato, istruito"). Su questo punto, ammette Giovanardi, "avevo espresso le mie perplessità. Il diritto all'amore è condivisibile, ma non esigibile. E il Cdm ha condiviso questo tipo di obiezione. Ma se il Parlamento vorra' approfondire l'argomento sarà libero di farlo".
Tra le altre modifiche previste dal provvedimento, alcune riguardano la sfera educativa-culturale. Nelle scelte importanti che li riguardano, le opinioni dei figli peseranno di più. I genitori saranno obbligati ad ascoltarli e i loro pensieri dovranno "essere presi in considerazione, tendendo conto dell'età e del grado di maturazione". Ma allo stesso tempo il figlio non potrà sottrarsi alle sue responsabilità familiari, rispettando i genitori e contribuendo, "in relazione alle proprie capacità, alle proprie sostanze e al proprio reddito, al mantenimento della famiglia finche' convive con essa".
(Fonte Rainews 24)

mercoledì 27 ottobre 2010

Lettera al ministro Gelmini

Un gruppo di associazioni attive nel campo dell'adozione ha inviato una petizione al ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini per sollecitare un confronto istituzionale in materia di benessere scolastico di bambine e bambini adottati.
L'iniziativa, promossa dall'associazione "Genitori si diventa", intende prioritariamente porre in evidenza il problema del passaggio dalla scuola dell'infanzia alla primaria e del primo inserimento scolastico dei bambini adottati.
Questi i termini della questione. Non è infrequente che i bambini adottati abbiano bisogno di "diluire" su tempi più lunghi il loro percorso scolastico. L'opportunità di non sottoporli a tour de force cognitivi nella fase di "acclimatamento" alla nuova famiglia e al nuovo contesto può rendere preferibile, in casi di bambini appena arrivati, lo slittamento di un anno su una classe inferiore. Anche in altri casi di bambini già in Italia da tempo può rendersi necessario un rallentamento del percorso scolastico.
Tale possibilità è consentita, da un punto di vista normativo, dalla CM 24/2006 con un'unica eccezione: l'inserimento nella prima classe della primaria. Con l'entrata in vigore del DPR 89/2009 che regolamenta l'assetto della scuola dell'infanzia e del 1° ciclo, infatti, i bambini che compiono i 6 anni entro l'anno scolastico di riferimento devono necessariamente essere iscritti alla prima classe della primaria, senza alcuna possibilità di posticipare l'inserimento né per i bambini appena arrivati, né per quelli per i quali si ritenga opportuna una permanenza più lunga nella scuola dell'infanzia. In questi casi, con la nuova normativa solo una certificazione di disabilità rende infatti possibile rinviare l'inserimento.
Le associazioni chiedono che questa incongruenza normativa venga risolta, ma anche che si colmi quel vuoto legislativo che non considera le specificità di questi alunni, che costituiscono una porzione non indifferente della popolazione scolastica.
A questo link la lettera al Ministro e un dossier sul tema: 

lunedì 25 ottobre 2010

Volontariato, la Lega cambia la legge e sposta i fondi alla Montagna

Le risorse del volontariato per le emergenze sociali potrebbero andare alla montagna. Lo prevede un progetto di legge presentato dalla Lega e contestato dal vasto mondo di associazioni e ong impegnate nel sociale che si sta mobilitando per bloccarlo: se andasse in porto, il progetto metterebbe il volontariato «nell'angolo e lo indebolirebbe. Mentre proprio, in questo momento di crisi, è uno dei pilastri della coesione sociale».
Il progetto di legge in questione (per il quale è stata chiesta la sede legislativa) è il n. 41 su «Disposizioni in favore dei territori di montagna» presentato dal leghista Roberto Simonetti, che ne è anche il relatore in Commissione bilancio alla Camera dove ora si trova. L'articolo 5 del pdl modificherebbe la legge sul volontariato (la 266/91) e - ecco una delle norme contestate - permetterebbe l'accesso ai 2,5 milioni di euro destinati al volontariato per le emergenze sociali anche ad interventi per le zone montane. «Non abbiamo niente in contrario alla valorizzazione delle aree montane, anzi - commenta Andrea Olivero, portavoce del Forum del terzo settore - ma contestiamo il metodo e il contenuto della norma che è assurda. Intanto si cambia la legge sul volontariato senza discuterne con gli interessati, in nessun altro ambito si farebbe questa cosa vergognosa. In secondo luogo, le risorse: il volontariato va tutelato, nel terzo settore è anche quello più fragile, non sostenerlo è un grave errore per le ricadute positive e di coesione sociale nel paese. Se la montagna va sostenuta e noi riteniamo che sia giusto, si prendano però le risorse da un'altra parte non da quelle già scarse a nostra disposizione. Questo vuol dire mettere il volontariato in un angolo. E non possiamo accettarlo».
Questa proposta poi «conferma - continua Olivero - che esiste una scarsa attenzione di alcune forze politiche verso la società civile. La politica è totalmente autoreferenziale e non si rende conto di ciò che le sta intorno. Se si deve discutere di riforma del volontariato si faccia nelle sedi opportune, nei tavoli costituiti al ministero per le politiche sociali». Altra norma contestata riguarda la possibilità che i centri di servizio per il volontariato (Csv), strutture territoriali a sostegno per le attività delle organizzazioni di volontariato, siano aperte a cooperative, onlus, bande musicali, filodrammatiche, gruppi sportivi. Al momento i Csv contano circa 40 mila iscritti. Nel caso passasse la norma, dovrebbero offrire servizi a 500-600 mila organizzazioni. «Il che vuol dire stravolgere i centri di servizio, e senza cambio di alcuna entità di risorse, ed anche la legge sul volontariato. E davvero questo non lo capiamo» sottolinea Olivero.
«Preoccupa - afferma Marco Granelli, presidente del CsvNet - il fatto che una normativa specifica sul tema della montagna non trovi un proprio specifico finanziamento, ma vada ad utilizzare risorse ordinarie, già destinate al volontariato per tutte le sue azioni di intervento a servizio dei beni comuni. Non si può utilizzare la stessa torta anche per gli interventi in montagna». Granelli annuncia che sta per partire una mobilitazione per bloccare il progetto di legge. Intanto, è stata inviata una lettera ai parlamentari per spiegare il dissenso e le ragioni di questo.
(Fonte L'Unità)

Giornata Mondiale dell’Infanzia - Sestri Levante 19/20 novembre 2010

Il 20 novembre 2009 è stata celebrata, su iniziativa della Fondazione Mediaterraneo e della Fondazione Osservatorio del Mediterraneo, presieduta dall’On. dott. Franco Frattini, Ministro degli Affari Esteri, la Giornata Mondiale dell’Infanzia, al termine della quale è stato deciso di avviare rapporti di cooperazione tra i Paesi del Mediterraneo.
Sono stati quindi avviati i progetti, tra cui, oltre al sito www.mediaterraneoinfanzia.org, al forum per i diritti dell’infanzia e al Children’s Rights Magazine, giornale dei ragazzi online, il dialogo già avviato con l’Egitto, la Tunisia, il Marocco, l’Albania, la Libia.
Anche nel 2010, quindi, il soggetto promotore, la Fondazione Mediaterraneo, in collaborazione con l’Osservatorio del Mediterraneo, organizza, a Sestri Levante, la seconda edizione della Celebrazione della Giornata Mondiale dell’Infanzia. Sarà l’occasione per incontrarsi e confrontarsi, fare il punto sui lavori avviati e programmarne altri.
Le celebrazioni avranno la durata di due giorni: il 19 e 20 novembre 2010, secondo il programma di massima seguente:
Venerdì 19 novembre 2010.
Pomeriggio: Riunione degli esperti e dei responsabili delle istituzioni su un tema di attualità, alla quale parteciperanno gli esperti e responsabili amministrativi dell’Infanzia nei Paesi della Riva Nord e soprattutto di quella Sud; esame dello stato dei progetti di cooperazione.
Sabato 20 novembre 2010.
Mattina: Celebrazione ufficiale, con la partecipazione delle Autorità italiane e straniere che sono state per tempo invitate.
La Tunisia ha confermato la presenza del Ministro Bebia Bouhnak Chihi, Ministre des Affaires de la Femme, de la Famille, de l’Enfance et des Personnes Agées della Tunisia, insieme a cinque bambine del Village SOS Enfants di Gammarth.
Pomeriggio: Forum delle Associazioni del Mediterraneo, presentazione dei progetti, delle attività svolte da ciascuno dei partecipanti, definizione dei programmi di cooperazione per il 2011.