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venerdì 8 aprile 2011

Adozioni Internazionali: incontro a Roma tra rappresentati Aja e governo Nepal

Nei giorni 31 marzo e 1° aprile 2011 si è tenuto a Roma un incontro tra una delegazione da rappresentanti del Governo e alti funzionari del Nepal, i vertici del Permanent Bureau della Conferenza di Diritto Internazionale privato de L’Aja e i rappresentanti di 14 Paesi di accoglienza (Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Norvegia, Spagna,  Svezia, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti d’America) ratificanti la Convenzione del 1993. L’incontro, promosso e organizzato dal Permanent Bureau con il supporto della Commissione per le Adozioni Internazionali, è stato determinato dalla necessità di sollecitare e sostenere il Nepal nel processo di adeguamento del proprio sistema normativo e operativo ai principi della Convenzione del 1993, firmata dal Paese asiatico nell’aprile 2009.Le criticità del sistema nepalese, solo in parte risolte dalle nuove norme introdotte nel 2008, avevano determinato le autorità di tutti i Paesi d’accoglienza a sospendere – già dal giugno 2010 – il deposito di nuovi dossier. In particolare, l’attuale sistema non prevede una reale tutela dei diritti dell’infanzia, non garantisce l’accertamento dello stato di abbandono e non assicura il rispetto del principio di sussidiarietà.Il sen. Carlo Giovanardi, presidente della Commissione per le Adozioni Internazionali, ha aperto i lavori assicurando il sostegno dell’Italia a tutte le iniziative individuate dalle autorità partecipanti al meeting, volte ad accelerare il processo di cambiamento auspicato.Le due giornate di lavoro congiunto hanno portato ad una più chiara reciproca comprensione. In particolare, la delegazione nepalese ha confermato la volontà di aderire al programma di assistenza tecnica offerta dal Permanent Bureau, cui i Paesi di accoglienza porteranno il loro supporto. La delegazione ha altresì illustrato le tappe per una serie di riforme già programmate nelle grandi linee, manifestando il bisogno del Paese di interventi di cooperazione per sostenere la transizione. Al riguardo, i Paesi di accoglienza hanno assicurato la volontà di valutare interventi di supporto. E’ stata comunque confermata la comune decisione di mantenere la sospensione del deposito di nuovi fascicoli, finché il Nepal non avrà raggiunto standard normativi e operativi conformi al “sistema Aja”.E’ stata peraltro espressa alla delegazione nepalese la disponibilità dei Paesi di accoglienza di ricercare soluzioni per i bambini con “bisogni speciali”.
(Fonte CAI)

giovedì 4 novembre 2010

Nepal - Save the Children lancia il progetto YouthSave

Un accordo è stato firmato tra Save the Children e Bank of Kathmandu (BoK) per lanciare il progetto YouthSave in Nepal. L'accordo è stato firmato da Brian J. Hunter, direttore territoriale di Save the Children e Shrestha Ajay, CEO di BoK
YouthSave è un progetto multi-paese per incoraggiare giovani a basso reddito, di età compresa tra 12-18 nei paesi in via di sviluppo, a risparmiare per aiutarli ad ottenere un futuro migliore. Supportate dalla Master Card Foundation, il progetto verrà attuato in quattro paesi, tra cui il Nepal da un consorzio di quattro organizzazioni guidate da Save the Children.
Il progetto è realizzato in Nepal, Colombia, Kenya e Ghana dal 2010 fino al 2014. In Nepal, Save the Children ha collaborato con BoK per sviluppare e implementare un prodotto di risparmio in tutto il paese, che incoraggi l'impegno dei giovani a basso reddito nel sistema bancario.

lunedì 25 ottobre 2010

Il Governo nepalese costituirà un organismo per il controllo delle adozioni

Nel tentativo di regolamentare le adozioni internazionali, il governo nepalese sta per istituire un organismo indipendente atto a gestire le problematiche legate all'adozione, in modifica alla normativa vigente in Nepal.
La decisione arriva in un momento in cui vari paesi occidentali hanno interrotto a tempo indeterminato le pratiche di adozione di orfani del Nepal segnalando una serie di irregolarità, in particolare l'uso di documenti falsificati. Tra accuse crescenti di traffico di minori e falsificazione di documenti, gli Stati Uniti, il 6 agosto, avevano sospeso a tempo indeterminato le adozioni,  così come il Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Germania, Israele, Italia, Norvegia, Spagna, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna.
"Abbiamo presentato una proposta in tal senso al Consiglio dei Ministri per l'approvazione di un organismo indipendente", ha detto Mahendra Shrestha, segretario presso il Ministero delle donne, bambini e della previdenza sociale. "In linea con la Convenzione dell'Aia sulle adozioni, un organismo di regolazione indipendente è obbligatorio per affrontare le questioni relative alle adozioni di bambini".
Con il nuovo emendamento alla legge, il governo controllerà rigorosamente gli orfanotrofi e le Children Home che offrono bambini per l'adozione. Dopo la modifica, solo le case o gli orfanotrofi in attività da oltre cinque anni saranno ammessi a fornire bambini per l'adozione. "L'emendamento alla legge esistente è quello di controllare il traffico di bambini in nome della loro tutela", ha aggiunto Shrestha.
Secondo una fonte del ministero, il nuovo organo avrà l'autorità di controllare i documenti.
Nel frattempo, l'ambasciatore americano in Nepal Scott H DeLisi, in un incontro con il Vice Primo Ministro e Ministro degli Esteri, Sujata Koirala, ha esortato il governo a ratificare la legge e ad attuare la Convenzione dell'Aia sulle adozioni, che aveva lo scopo di tutelare i diritti dei bambini e le famiglie coinvolte.
La Conferenza dell'Aia in febbraio aveva accusato il sistema delle adozioni in Nepal di abusi diffusi, e molti paesi occidentali avevano puntanto il dito sul sistema delle adozione in Nepal.
L'ambasciata americana a Kathmandu con proprie indagini aveva individuato alcuni casi di falsi documenti civili - come ad esempio certificati di nascita prefabbricati o contraffatti.
Le Children Home raccolgono 5.000 dollari per ogni bambino dato in adozione, mentre i futuri genitori dovrebbero pagare 3.000 dollari al governo del Nepal. "Non lasceremo nulla di intentato per far adottare bambini genuinamente orfani", ha detto Shrestha.