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martedì 10 maggio 2011

Cina, funzionari vendevano bambini

Le autorita' cinesi stanno indagando su un traffico di bambini che ha coinvolto alcuni funzionari governativi nella provincia dello Hunan. Lo riferisce il Global Times. Secondo l'accusa, negli ultimi dieci anni dei funzionari dell'ufficio di pianificazione familiare di Shaoyang hanno preso almeno una ventina di bambini dalla contea di Longhui, bambini nati al di fuori della regola del figlio unico e poi ceduti ad un centro per le adozioni. I bambini, venduti per 3.000 dollari l'uno (mentre ai funzionari andavano circa 130 euro l'uno), sono stati gia' adottati e vivono in diverse parti del pianeta. I funzionari si sono giustificati dicendo di aver fatto del bene visto che le famiglie non avrebbero potuto sostenere le multe per aver messo al mondo figli oltre al primo, ma molte famiglie hanno denunciato che sono stati presi anche i loro figli unici. Gia' nel 2005 si era cominciato a parlare di un caso analogo. L'area dalla quale provengono i bambini venduti si trova sotto la soglia di poverta' e conta oltre un milione di abitanti.
(Fonte Blitz Quotidiano)

martedì 2 novembre 2010

Cina: al via il più grande censimento della storia

In dieci giorni nelle case di 400 milioni di cinesi sei milioni di funzionari chiederanno alle famiglie di rispondere a diciotto semplici domande: quando è nata? Quanti sono i componenti della sua famiglia? Quanti figli ha?
I funzionari che si stanno occupando della raccolta delle informazioni sono stati spediti in ogni parte della Cina: Tibet, Xinjiang, ma anche Pechino, Shanghai, nelle aree industriali del nord e del centro, nelle zone turistiche del sud, e una parte di loro dovrà anche andare a bussare nelle stanze dei dormitori delle fabbriche del Guangdong.
L’obiettivo di Pechino è quello di riuscire a farsi un’idea più precisa di quanti siano e dove vivano i cinesi oggi. Ecco perché, a differenza di quanto è successo per i cinque censimenti organizzati dal 1949 ad oggi, la numerosissima popolazione degli immigrati interni non verrà considerata come residente nei villaggi di origine ma nelle aree urbane in cui effettivamente si trova, anche se lontana dal resto della famiglia.
Il censimento del 2010 non sarà solo in grado di dividere in maniera più accurata la popolazione urbana da quella rurale, ma anche di fotografare gli effetti dell’aumento del numero di anziani e della riduzione della percentuale di giovani e della popolazione in età da lavoro. Permettendo al partito di individuare i nuovi problemi di cui la Cina non può fare a meno di occuparsi, come l’assistenza agli anziani.
Questa volta Pechino ha bisogno di raccogliere dati affidabili. Ecco perché, consapevole che chi ha violato la legge del figlio unico o i migranti irregolari potrebbero avere paura di collaborare, ha promesso che le informazioni raccolte resteranno riservate e ha proposto abbassare del 30% e di dare la possibilità di rateizzare il pagamento della multa per i trasgressori che verranno scoperti. Non solo: il questionario del censimento non chiede agli intervistati di esprimere preferenze religiose o di rivelare il proprio reddito annuale. Infine, città e villaggi sono stati tappezzati da manifesti che esortano la popolazione locale a “collaborare con il censimento per favorire lo sviluppo di una società armoniosa“, sottolineano che “il censimento è a beneficio di tutti”, e con il supporto di volti di bambini ricordano alle mamme di non dimenticarsi che anche loro devono essere contati.
Solo un cinese su dieci dovrà rispondere a una lista di 45 domande, agli stranieri ne verranno sottoposte otto, ai residenti di Hong Kong, Macao e Taiwan undici. E i risultati ufficiali saranno pronti ad aprile.
(Fonte Panorama Blog)