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martedì 7 dicembre 2010

Amnesty, un tulipano contro la mortalita' materna

'Prendendoti cura del tulipano aiuterai a difendere i diritti umani nel mondo'. E' l'invito di Amnesty International che sabato e domenica sara' in 150 piazze italiane per offrire un bulbo di tulipano giallo in cambio di un'offerta per finanziare i progetti dell'organizzazione nella lotta contro la mortalita' materna. Ogni anno 350.000 donne muoiono per complicazioni legate alla gravidanza e al parto, ricorda l'organizzazione. Molte di queste morti, drammaticamente diffuse tra le donne che vivono in poverta', possono essere evitate. Per fermare questa tragedia Amnesty ha lanciato una campagna mondiale per chiedere ai governi che l'assistenza ostetrica d'urgenza sia disponibile per ogni donna, che siano eliminati i costi che ostacolano l'accesso alle cure mediche di base e che sia rispettato e tutelato il diritto delle donne al controllo sulla loro vita sessuale e riproduttiva. Fino al 12 dicembre e' possibile sostenere la campagna 'contro la mortalita' materna' anche inviando al numero 45506 un sms del valore di 2 euro da cellulare privato Tim, Vodafone, Wind, 3 e CoopVoce o chiamando lo stesso numero da rete fissa e donare cosi' 5 o 10 euro da Telecom Italia oppure 5 euro da Infostrada. Grazie alle donazioni Amnesty potra' realizzare una serie di interventi in Peru', uno dei Paesi con il piu' alto tasso di mortalita' materna di tutta l'America Latina, in Sierra Leone, dove piu' che in qualsiasi altra parte del mondo le donne rischiano di perdere la vita durante il parto, in Burkina Faso, dove ogni anno 2.000 donne muoiono per complicazioni legate alla gravidanza, e nei ricchi Stati Uniti d'America in cui, nonostante la spesa sanitaria sia tra le piu' alte nel mondo, a morire sono ancora le donne che appartengono a minoranze etniche o a comunita' native. 
(Fonte AGI Mondo)

sabato 6 novembre 2010

Sudan: Italians for Darfur, salviamo minori condannati a morte

Ha raccolto in poche ore oltre 16mila firme l'appello di 'Italians for Darfur' per salvare 10 persone, tra cui quattro bambini, condannate a morte il 21 ottobre da un tribunale speciale istituito in Darfur. La difesa ha chiesto un esame medico per stabilire se, almeno quattro dei condannati, sia minore di 18 anni. Di cinque solo due degli imputati -che apparivano palesemente poco piu' che bambini- sono stati sottoposti a tale esame risultando entrambi positivi. Ma solo uno e' stato dichiarato non condannabile alla pena capitale. Gli altri quattro adolescenti, e sei adulti sono stati condannati a morte per la loro presunta implicazione in un attacco a un convoglio militare sudanese nel Sud Darfur avvenuto lo scorso maggio.
 Gli imputati sono stati indicati come appartenenti al Movimento di Giustizia e Uguaglianza, ma non e' stata acquisita alcuna prova certa che abbiano partecipato all'attacco. "Gli avvocati della difesa", ha detto il presidente di 'Italians for Darfur', Antonella Napoli, "e organizzazioni per i diritti umani locali hanno denunciato che le prove presentate dall'accusa erano parziali e che e' stato negato ai detenuti il diritto a un giusto processo. E' stato impedito agli avvocati di parlare con i rispettivi assistiti prima che fosse depositata la prova della loro colpevolezza. Sia i difensori, sia le famiglie hanno potuto incontrare i prigionieri solo per mezz'ora. I quattro bambini indicati come minori sono stati imprigionati nello stesso luogo di detenzione degli adulti e sono stati trattati e giudicati come tali".
 Idriss Adam Abbaker e Abdallah Abdallah Daoud, secondo quanto riferito da personale medico ai difensori, sono stati dichiarati minori di 18 anni a seguito del primo esame. Un secondo accertamento ha pero' confermato l'esito solo per Abbaker. Il Tribunale non ha accettato la richiesta dei difensori di Abdallah di sottoporlo a un'ulteriore visita medica e di permettere anche a Ibrahim Shareef Youssif e a Abdelrazig Daoud Abdessed un nuovo accertamento.
 Gli adulti condannati a morte sono Altayib Mohammed Yagoub, Abdelgasim Abdallah Abubaker, Hassan Ishag Abdallah, Adam Altoum Adam, Mohammed Adam Hasballah ed Alsadig Abbakar Yahya.
"Gli avvocati della difesa hanno presentato un appello a nome degli imputati", ha aggiunto Napoli, "al Presidente della Corte suprema per il Darfur del Sud ed e' per questo che bisogna fare presto e raccogliere piu' firme possibile per supportare l'azione dei difensori di questi giovani, minori e non, condannati ingiustamente".
(Fonte AGI Mondo)