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sabato 20 novembre 2010

Petizione per ripristinare il 5 per mille

Il 5 per mille è ridotto in briciole. E le attività di milioni di italiani e migliaia di associazioni sono a rischio. Per la prossima edizione del 5 per mille il governo ha infatti predisposto una copertura finanziaria di soli 100 milioni di euro rispetto ai 400  milioni attesi. Fai sentire le tua voce. Firma la petizione e lascia un tuo commento!
Ad oltre 5 anni, infatti, il 5 per mille non solo non è diventato una legge fiscale dello Stato italiano (a differenza di quanto è successo in altri 12 Paesi europei), ma nella Legge di Stabilità ora all’esame della Camera dei deputati, la copertura per la misura sperimentale (da 5 anni!) è stata drasticamente decurtata da 400 milioni a 100. Ovvero, il 5 per mille dalla sera alla mattina si trasforma così nell’1,25 per mille, forse. Alla faccia degli impegni presi con la platea dei contribuenti (oltre 15 milioni di cittadini hanno usufruito ogni anno dell’opportunità)  e con quella organizzazioni del non profit impegnate nell’assistenza, nella promozione culturale, nella ricerca scientifica (circa 30mila).
Il 5 per mille che, davvero, poteva e doveva essere il caposaldo sussidiario della più volte invocata riforma fiscale, si spegne quindi nelle spire della disponibilità di bilancio. Come sono lontani i tempi in cui Tremonti parlava della restituzione di valore e di risorse al Terzo settore come forma d’investimento per lo Stato e non come voce di costo!
C’è una sola possibilità per questo Governo di dimostrare di non aver parlato a vanvera nel corso di questa legislatura: che presenti subito un emendamento per reintegrare la copertura di almeno 400 milioni per il 5 per mille 2011. Fai sentire la tua voce, firma la petizione e lascia un tuo commento!
Per firmare la petizione: www.vita.it/news/view/108742
(Fonte Vita)

mercoledì 27 ottobre 2010

Lettera al ministro Gelmini

Un gruppo di associazioni attive nel campo dell'adozione ha inviato una petizione al ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini per sollecitare un confronto istituzionale in materia di benessere scolastico di bambine e bambini adottati.
L'iniziativa, promossa dall'associazione "Genitori si diventa", intende prioritariamente porre in evidenza il problema del passaggio dalla scuola dell'infanzia alla primaria e del primo inserimento scolastico dei bambini adottati.
Questi i termini della questione. Non è infrequente che i bambini adottati abbiano bisogno di "diluire" su tempi più lunghi il loro percorso scolastico. L'opportunità di non sottoporli a tour de force cognitivi nella fase di "acclimatamento" alla nuova famiglia e al nuovo contesto può rendere preferibile, in casi di bambini appena arrivati, lo slittamento di un anno su una classe inferiore. Anche in altri casi di bambini già in Italia da tempo può rendersi necessario un rallentamento del percorso scolastico.
Tale possibilità è consentita, da un punto di vista normativo, dalla CM 24/2006 con un'unica eccezione: l'inserimento nella prima classe della primaria. Con l'entrata in vigore del DPR 89/2009 che regolamenta l'assetto della scuola dell'infanzia e del 1° ciclo, infatti, i bambini che compiono i 6 anni entro l'anno scolastico di riferimento devono necessariamente essere iscritti alla prima classe della primaria, senza alcuna possibilità di posticipare l'inserimento né per i bambini appena arrivati, né per quelli per i quali si ritenga opportuna una permanenza più lunga nella scuola dell'infanzia. In questi casi, con la nuova normativa solo una certificazione di disabilità rende infatti possibile rinviare l'inserimento.
Le associazioni chiedono che questa incongruenza normativa venga risolta, ma anche che si colmi quel vuoto legislativo che non considera le specificità di questi alunni, che costituiscono una porzione non indifferente della popolazione scolastica.
A questo link la lettera al Ministro e un dossier sul tema: